Il prezzo del silenzio, di Alex B. Di Giacomo

silenzio“Quella notte non arrivarono incubi a svegliarlo. Forse, perché era un incubo già quello che stava vivendo”.
Davide è un agente segreto. Del SIDSE. Ma non somiglia per nulla a James Bond. Non è un uomo di azione, lui. Si occupa di spiare la gente. Intercettazioni ambientali, immagini, suoni. Un brutto giorno, mentre è impegnato a monitorare un magistrato siciliano, lo vede esplodere. Assieme a una macchina, a tutta la scorta e alla sua fidanzata, che ne faceva parte. Davide cade, pesantemente. In fondo a una buca fatta di depressione, eremitaggio, droga. Dopo due anni, è in procinto di rialzarsi. Ripartendo dalle origini, da casa sua, e dalle sue passioni. Ma quando sta per rimettersi in moto, quando sta per riprendere a vivere, rimane incastrato. Ostaggio di due insicuri rapinatori, senza più la loro guida. Intorno, il mondo si muove, si adegua. Siamo nel 1994, la mafia adotta nuove strategie, dopo la stagione delle stragi arriva quella delle connivenze, dei patti. La politica prova a reinventarsi, dopo il terremoto di Mani Pulite. La nazionale di calcio è in U.S.A. a giocarsi un mondiale. E gli italiani volgono il loro sguardo a essa, distraendosi da quel che sta accadendo davanti a loro. O venendone distratti.
Alex B. Di Giacomo, pseudonimo di Alessio Billi, è soprattutto autore di serie TV. Nel suo curriculum, molti Distretto di Polizia, qualche Ris delitti imperfetti, diversi Intelligence-servizi e segreti. E si nota. La scrittura è certamente più sceneggiata che prosata, l’attenzione prevalente è sugli ambienti, sugli scenari, sulle immagini, ai danni della pulizia lessicale, che resta vittima di qualche “saltabeccamento” tempistico verbale e di qualche imprecisione. Anche narrativa, con diverse, evidenti incongruenze spazio-temporali. In compenso, l’autore ci regala fotografie splendide. “Gli agrumi che in Versilia si mischiavano a fragole ed erbe aromatiche, a Roma si crogiolavano sotto biossido di azoto” è immagine colorata, profumata, saporita. La vicenda è certamente accattivante. Soprattutto spy-story, cavalca abilmente le ombre dell’oscura storia recente italiana, dove i rapporti fra stato e mafia, istituzioni e controsistemi, si incrociano in un abbraccio soffocante, approfittando della tipica distrazione italica. C’è ritmo, c’è suspense, ci sono intrighi oscuri, azione e amore. C’è una fantasiosa trama, bene incastonata nel contesto del 1994. Che certamente cattura, anche se lascia un piccolo retrogusto di già sentito, una lieve sensazione di déjà-vu. Lavorata più di scalpello che di cesello, dove gli stessi protagonisti diventano prevedibili pezzi da spostare nella scacchiera del romanzo, ciascuno coi suoi vincoli di movimento.
In sostanza, adatto più a un lettore serial-televisivo, che punta a rilassarsi con l’azione piuttosto che col pensiero, magari immergendosi nella lettura dopo una mentalmente impegnativa giornata lavorativa.

(Giovanni Cattaneo)


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