Un cannibale a Miami

Sempre restando in tema “zombie”, sabato scorso, a Miami, un cannibale vivo e affamato si è avventato su un uomo e gli ha divorato più di metà della faccia, il tutto sotto l’occhio vigile di una telecamera di sorveglianza e di un passante in bicicletta, che ha subito avvertito un agente di polizia. Il poliziotto, comprensibilmente incredulo, si è diretto sul luogo dove si stava consumando il macabro pasto e ha constatato che un uomo senza vestiti addosso stava mangiando il volto di un altro uomo, anche lui nudo. Ripresosi dallo stupore, ha intimato invano l’aggressore di fermarsi, infine è stato costretto a sparargli, uccidendolo.

Il cannibale è un certo Rudy Eugene, un 31enne con piccoli precedenti e descritto da amici e conoscenti come “una persona buona, ex giocatore di football e gran lavoratore, nulla in comune con il ritratto che ne hanno fatto le autorità in questi giorni“. Ronald Poppo è invece il nome della sua vittima, un senzatetto arrestato più volte per violazione di proprietà privata, assunzione di bevande alcoliche in pubblico e furto. Poppo è stato ricoverato al Jackson Memorial Hospital, dove il dottor Paul Adams ha provato a spiegare l’accaduto: probabilmente Eugene era sotto l’effetto di mefedrone, una droga sintetica conosciuta come “il nuovo LSD”, i cui effetti provocano un aumento dell’aggressività e della temperatura corporea, tale da spingere a togliersi i vestiti, oltre che a indurre stati di allucinazione. Ma, ci chiediamo: bastano a spingere un uomo a mangiare un suo simile, strappandogli la pelle del viso a morso?

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 (Biancamaria Massaro)


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