La chiesa di Ta’ Pinu di Gozo (Malta): apparizioni e miracoli

Gozo, così come la sua sorella maggiore Malta, ha dei luoghi che sono diventati un po’ leggendari, anche per via di avvenimenti che sfiorano il paranormale.

Le apparizioni della Madonna sono fra gli eventi religiosi più comuni. Cosa che molti ignorano è che queste non riguardano solo la fede cattolica. Ad esempio divinità femminili non cristiane si sono manifestate anche in Asia. Darśana è il termine usato in India per le apparizioni. Sarebbe quindi forse più corretto parlare di manifestazioni di una forza archetipale femminile, che potrebbe in alcuni casi trascendere anche la dimensione puramente soggettiva, come ad Assiut, dove migliaia di persone fra il 2000 e il 2001 hanno testimoniato le apparizioni mariane. Spiegazioni semplicistiche come “soggezione collettiva” sono in realtà insostenibili in quanto una tale teoria dovrebbe avere dei dati validi che si riferiscono al caso specifico. Tali dati non esistono. Una spiegazione del genere è quindi in realtà pseudo-razionale: si tratta di un pregiudizio “pop-materialista” che andrebbe visto con lo stesso scetticismo di quelli proposti dalle istituzioni religiose.

Ma tornando alle manifestazioni di Ta’ Pinu (maltese per “Di Filippo”), la storia narra che nel 1883 una donna, Karmela Grima, passando nei pressi della chiesa, udì una voce femminile che le diceva: “Vieni, vieni”. Karmela, spaventata, provò a fuggire, ma la voce si fece più insistente, dicendole di non andarsene perché sarebbe passato un altro anno prima che potesse far ritorno nello stesso luogo. La donna si arrese. Capendo che la voce proveniva da dentro la cappella, entrò. “Recita tre Ave Maria” continuò la voce, “in onore dei tre giorni che il mio corpo è rimasto chiuso nella tomba.” Karmela lo fece, poi tornò a casa. Si ammalò poco dopo e fu costretta a rimanere a letto per più di un anno come la voce le aveva predetto.

Solo dopo due anni, Karmela rivelò l’incidente a un suo amico, Francesco Portelli, il quale a sua volta le confessò di aver avuto un’esperienza molto simile con la stessa voce femminile che gli disse di pregare per le piaghe nascoste di Gesù. Nel caso dell’uomo, subito dopo la manifestazione mariana la madre si riprese da una brutta malattia che l’affliggeva.

Dopo aver consultato i due testimoni, il vescovo del luogo prese la decisione di trasformare la chiesa del villaggio di Gharb in un santuario dedicato alla Madonna. Nel 1887, dopo che l’intera isola di Gozo venne risparmiata da un’epidemia di colera, il culto si rafforzò parecchio. L’edificazione del santuario in stile romanico-bizantino iniziò solo nel 1920. Molti da allora sono i miracolati, tanto che all’interno della chiesa è possibile osservare un’impressionante collezione di foto e oggetti vari (alcuni anche abbastanza macabri) di persone che hanno ottenuto il miracolo della guarigione. Oggi è uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati dell’arcipelago maltese.

Fino a che punto questa storia sia vera non possiamo saperlo. L’unico approccio onesto è ammettere che non esiste alcuna prova né a favore né contro questa apparizione, così come nel caso di molte altre.

 (Roberto Bommarito)


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