Necropolis – La città dei morti

necropolisIl regista John Erick Dowdle, probabilmente amante delle situazioni claustrofobiche (vedi la similitudine con gli altri suoi film più famosi: Devil, Quarantena), ci porta niente meno che nei sotterranei di Parigi, tra quelle catacombe già utilizzate per girare il film Catacombs del 2007, pellicola che però ritengo sicuramente più originale di questa.

Lo stile mockumentry – diciamolo – inizia a stancare, sebbene rispetto a molti altri Necropolis abbia dalla sua un’ambientazione particolarmente suggestiva. Iniziamo col dire che le vicende appaiono forzate, con la ricerca sfrenata della protagonista (una pur brava Perdita Weeks, nota soprattutto per i molteplici ruoli in diverse serie tv) della pietra filosofale, che ritiene sia nascosta sottoterra, in una camera segreta costruita dall’alchimista Nicolas Flamel. Lei va avanti nonostante tutto e tutti, senza mai voltarsi indietro. Come personaggio ci appare sì forte ma anche forzato e i suoi compagni muoiono uno dopo l’altro per seguire la sua brama di conoscenza.

Suggestivo, senza dubbio, il mondo capovolto nel quale si imbattono una volta oltrepassata la porta dell’inferno – ebbene, sì! – fino al finale che, per una volta, cambia direzione rispetto alla norma. Per spezzare un’altra lancia a favore di questa pellicola, va detto che a differenza della maggior parte dei mockumentary, questo ha una storia con un antefatto, inizio, uno sviluppo e una conclusione, il che non è poco considerando che in genere si punta quasi esclusivamente all’effetto cinepresa condito da effetti visivi e a niente di più.

Guarda il trailer.

Che dire? Vale la pena vederlo, soprattutto se amate gli horror in presa diretta, ma senza grandi aspettative.

Due coltelli e mezzo.

(Daniele Picciuti)

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