Il gatto a nove code: il mondo colorato di Valentina Muzzi

vale muzzi fotoIl Gatto a nove code stavolta fa visita a Valentina Muzzi, autrice e illustratrice del libro Gianna e Luigi, edito da Nero Press Edizioni, una favola per bambini alle prime letture del quale potete leggere qui la presentazione.

1. Cosa ti affascina della letteratura per ragazzi?

V: In verità non lo so di preciso, sono tante le cose che mi affascinano nei libri per bambini, mi piace guardare le figure dei libri, amo le storie fantastiche, l’ovvio e il non ovvio, il possibile e l’impossibile, il lieto fine, ma anche quella certa malinconia che c’è in certi libri per l’infanzia. La vera magia credo sia che, quando leggo, guardo, annuso un libro per bambini, il mio sguardo torna a essere quello della Valentina di sei anni, chi potrebbe rinunciare a questo?

2. In Gianna e Luigi tu hai affrontato in maniera delicata il tema dell’amicizia. Pensi che oggi i più giovani abbiano bisogno di una guida che spieghi loro cosa significa?

V: No, non lo credo, ho tanta, tanta fiducia nei bambini e nei ragazzi. Penso che siano più aperti e vicini alla realtà di quanto non lo siamo noi adulti (ma poi chi è davvero adulto?). Il libro Gianna e Luigi non vuole essere una guida, ma un invito a scommettere sugli altri anche se appartengono a mondi lontani e/o diversi dal nostro.

3. Un libro per bambini da leggere/far leggere assolutamente a nostro figlio?

V: Senza dubbio le Favole al telefono di Gianni Rodari.

4. Come hai ideato Gianna e Luigi?

V: La prima bozza di Gianna e Luigi è nata a Roma durante un workshop di illustrazione con la grandissima Kveta Pakovska, l’idea iniziale era di fare un doppio libro che raccontasse la quotidianità di preda e predatore. Poi, la stagionatura in un cassetto e infine Gianna e Luigi.

5. Cosa pensi del fenomeno del cyber-bullismo?

V: Non sono una sociologa né tanto meno un’antropologa e già la parola cyber-bullismo mi inquieta. Per rispondere a questa domanda sono andata a documentarmi un po’ e sono rimasta allucinata dalle cifre che accompagnano questo fenomeno, non ne avevo assolutamente idea. Trovo già il bullismo ributtante, il cyber-bullismo se possibile è anche peggio, perché vile, chi lo pratica non ci mette la faccia, non rischia nulla con l’aggravante della vetrina mediatica.

6. Hai dei modelli di riferimento quando disegni?

V: Mi innamoro spesso degli artisti che incontro, amo molto il lavoro di Kveta Pakovska, Edward Gorey, John Alcorn e Guido Scarabottolo, ma dei veri modelli credo di non averne; quando disegno, dipingo o scrivo cerco sempre di tornare a essere la bambina che sono stata, senza troppe elucubrazioni, insomma cerco di “pulire la testa” e, dal mio punto di vista, seguire dei modelli di riferimento non aiuta. Quindi resto innamorata e basta.

7. Cosa pensi dei fumetti? Sei una lettrice? E, se sì, cosa ti piace?

V: Sono stata e sono un’avida lettrice della rivista Linus, amo i fumetti, dai più consumati Peanuts e Mafalda, al Franco Matticchio fumettista, a Crepax, e molti molti altri, sono piuttosto onnivora in fatto di fumetti!

gianna - studio8. Ora la parte difficile. Se dovessi trasformare un (o più di uno) personaggio noto in un animale per un tuo disegno, chi trasformeresti e in cosa?

V: Bello, bello! Da ragazzina adoravo il gioco del “se fosse”. Allora vediamo Michele Serra in un lemure, Luciana Litizzetto in un tacchino e Philippe Daverio in un tasso, ma potrei continuare all’infinito perché questo è un gioco che mi piace davvero molto!

9. Rivelazioni sul tuo prossimo lavoro?

V: Nessuna rivelazione ! La carne al fuoco è molta, ma con i tempi che corrono chissà cosa si riuscirà a portare a termine? L’unica cosa che posso anticipare è che molti dei progetti a cui sto lavorando sono per l’estero, facciamoci una domanda e diamoci una risposta!

(Daniele Picciuti)


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