Solo per le tue orecchie, di Maurizio Bertino

orecchieRacconto vincitore XV Edizione di Minuti Contati – Seconda Era.

«Amore? Amore mi senti?»
«Forte e chiaro, tesoro mio!»
«Allora funziona! Le nostre connessioni neurali sono compatibili! Te l’avevo detto!»

«Ora basta, usate la voce». Il tono del dottore non ammetteva repliche. Sara e Marco aprirono gli occhi e si guardarono, si sorrisero, si baciarono. «Ricordate, la comunicazione neurale va ristretta al minimo indispensabile, avete fatto il corso, siete informati».
«Certo dottore!» esclamò Sara. «Come se non riuscissimo a controllarci, vero amore?» continuò solo per le orecchie di Marco. Il giovane sposo le sorrise, innamorato.
«Siete una giovane coppia e avete ancora l’ardore», il dottore sorrise.
«Abbiamo deciso di non fare il viaggio per regalarci la connessione, dottore, vogliamo stare sempre insieme» ribatté Sara.
«E sono felice per voi, ma è una tecnologia giovane e non si hanno ancora riscontri di lungo periodo».
«Sua moglie non avrà acconsentito alla connessione, o magari non ce l’ha neppure, una donna, vero Marco?»
«Muore dall’invidia!» i due giovani risero e si baciarono.
Il dottore, indispettito, li congedò.

«Amore amore amore!»
«Sara, sono qui, vicino a te…» Marco, assonnato, si girò nel letto, verso di lei, l’abbracciò.
«E allora?» lei lo guardò piccata. «Parlarti così mi fa sentire più intima…» si raddolcì e lo baciò.

«Amore, oggi Sandra qui al lavoro è davvero una stronza!»
«Sara, sono con un cliente…»
«L’hai sentita prima? Te l’ho messa in viva voce, si fa per dire insomma… Hahaha! Bella questa cosa che posso farti ascoltare quello che dicono i miei colleghi e cosa mi succede in ufficio! Perché tu non lo fai mai con me? Mi piacerebbe…»

«Era una notte buia e tempestosa…»
«Sara, sono contento che tu stia leggendo, ma io sto guardando la tv».
«Ma volevo condividere con te questa vignetta, fa ridere! Uff, sei sempre scontroso!»
«Ma sei nell’altra stanza! Possiamo anche parlarci a voce!»
«Zitto! Vuoi che i vicini sappiano che litighiamo?»

«Non lo so, Sandra, ultimamente lo sento distante…»
«Sara, vuoi farmi sentire anche questa conversazione?»
«Oh, scusa!»

«Pronto? Dottor Diversi?»
«Sì, sono io, chi parla?»
«Sono Fragale, Marco Fragale».
«Sì?»
«Quello dell’impianto neurale, mia moglie si… si chiamava Sara Pecci».
«Certo, mi ricordo di lei, è successo qualcosa?»
«L’ho uccisa».
«…»
«Dottore, è ancora in linea?»
«Dove si trova lei, ora?»
«Sono a casa mia, è appena successo, le devo parlare».
«Non si muova da lì».
«Dottore? Dottore? Non stacchi… le devo parlare! Le devo parlare…»
«Starà chiamando la polizia, amore».

Marco guardò il corpo senza vita di Sara steso sul pavimento, immerso in una pozza di sangue.
«Perché l’hai fatto amore? Non mi ami più?»
Marco si strinse la testa fra le mani.
«Amore dillo, mi ami o non mi ami? Perché l’hai fatto? Dillo… mi ami vero? Non può essere altrimenti, io ti amo, ti amo e voglio stare per sempre con te. Ti amo amore. Mi senti? Ti amo, tu mi ami? Sì che mi ami».
Marco s’infilò la pistola in bocca e sparò.


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