Torna l’appuntamento con Minuti Contati: lunedi 28 maggio, ore 21.30

Briciole.
Avete mai fatto caso a come siano interessanti? Ai molti significati che racchiudono?
Tanto per cominciare, rappresentano la fine di qualcosa. Briciole di pane, di biscotti, di ossa tritate… qualsiasi cosa sia stata sbriciolata, non esiste più. Ma le briciole invece no, loro sopravvivono, a testimonianza di ciò che è stato e ora è morto.
E poi, ancora, rappresentano gli avanzi. Scarti di cibo che qualcuno ha ingurgitato avidamente. Le briciole, ancora, resistono al fagogitamento, restando alla mercè di chi è in cerca di cose di cui nutrirsi e magari le trova, leccandole da terra, come spesso i non morti amano fare, setacciando tra i rimasugli di budella e ossa polverizzate.
Le briciole sono pressoché invisibili, vengono ignorate da chi non ne ha bisogno, perché ha già mangiato. Mai, dico io, sottovalutare le briciole. Puoi ritrovarti la stanza invasa dalle formiche e, quelle, non sai mai quanto veramente sono fameliche e fin dove possono arrivare per sfamarsi.
Briciole, ancora. Quelle che semina Pollicino per ritrovare la strada di casa ma, ahimé, vengono mangiate dagli uccelli. Le briciole sono così: rappresentano la speranza. Ma è vana. Il più delle volte non ti puoi fidare di loro. Sono pura illusione.
Ecco, avrete capito, miei cari autori.
Voi siete le briciole che resteranno dopo che io mi sarò sfamato. Magari, uno di voi, la briciola più grande, verrà raccolta da terra da uno dei miei non morti e potrà fargli da antipasto.

Appuntamento per il banchetto: Lunedi 28 maggio, ore 21.30.

L’Aguzzino vi aspetta!

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