Tre volte all’inferno, di Cristian Borghetti

Dopo la rotonda, prenda la terza a sinistra.

“Tutto divenne silenzioso. L’incubo era finito, ero salvo e non mi sembrava vero. L’esplosione aveva raso al suolo quella casa. Nessuno sarebbe più morto tra quelle mura.
Alle mie spalle sentii un rumore. Mi voltai e vidi che uno di quegli esseri era sopravvissuto. Alla luce del giorno il suo aspetto era disgustoso.
Stava morendo; dalla ferita sulla schiena perdeva un denso liquido nero. Si trascinava in cerca di salvezza. Appena mi notò, si fermò e mi guardò con i suoi occhi gialli.
Afferrai un pezzo di legno e mi avvicinai.
«Vai all’Inferno» mi disse, cercando di rialzarsi.”

Qui ho terminato la lettura del racconto perché mi sono chiesto: come si va all’Inferno? È un posto indicato dal navigatore satellitare? Ammesso che si possa raggiungere, è fornito di alberghi o, per i più giovani, ostelli? Quale sarà il piatto tipico del luogo? Spero che non sia a base di pesce, perché preferisco la carne. Quali attrazioni turistiche può offrire? Devo prenotare l’accesso ai vari musei, tanto per evitare una fila infinita?
C’è chi sostiene che il mondo in cui viviamo sia già l’Inferno, ma penso che non sia così, altrimenti perché ti manderebbero all’Inferno? Non sarebbe più corretto dire “resta qua”?
No, non viviamo all’Inferno; nessuno mi ha mai detto “resta qua”, mi ci hanno sempre mandato!
Inoltre, qualcuno di voi sa dov’è “Quel Paese”? Dite che vale la pena visitarlo?
Tre volte all’Inferno di Cristian Borghetti è un libro in cui sono contenuti tre romanzi; tre visite all’Inferno.
Il volume si apre con “la partenza”, Il bacio della medusa (il nero veleno è già nei tuoi occhi). Alla fine dell’Ottocento un assassino si aggira nei dintorni dalla Magione oscura; il compito di fermarlo spetta al Colonnello Faluros Ferramano. Le indagini portano sulle tracce di un vecchio nemico, l’astuto Asmodeo Colonna, uomo di incredibile astuzia e segnato dalla follia.
“Il tragitto” è affidato a Il canto di Lucifero (ballata in Dio minore), il secondo viaggio ambientato in una Parigi della Bella Epoque. Una città ai confini dell’incubo in cui un drammaturgo viene accusato dell’omicidio di una intera compagnia teatrale. Dalla prigione al manicomio il protagonista affronterà un lungo cammino che lo porterà davanti all’impossibile.
Per “l’arrivo” troviamo Il labirinto del basilisco (il sagrato, l’ombra e la paura). La storia si svolge nelle spire di un passato non ben definito; un tempo in cui la Chiesa indaga su alcuni fatti misteriosi che hanno sconvolto una provincia italiana.
Un uomo è perseguitato da alcune ombre: un monaco senza volto, un basilisco in una torre e l’oscura presenza che arriverà sino al presente.
I compagni di viaggio nella scrittura di Cristian Borghetti sono Lovecraft e Poe; due punti di riferimento adatti per riscoprire la frontiera del gotico made in Italy.

Tre volte all’Inferno di Cristian Borghetti, PerdisaPop Edizioni, 320 pagine, € 18,50.

(Mirko Giacchetti)


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