Zombie, Ohio: A Tale of the Undead, di Scott Kenemore

Scott Kenemore
Zombie, Ohio: A Tale of the Undead
Skyhorse Publishing, 2011

Romanzo d’esordio di Scott Kenemore, pronto a cavalcare l’ondata “zombesca” che da un paio d’anni sembra aver invaso gli Stati Uniti, al punto di giungere, sempre in modo discutibile, anche dalle nostre parti.

Cominciamo subito col dire che, in questo caso particolare, l’autore decide di affrontare la narrazione in prima persona, prendendo il punto di vista di uno zombie. L’unico, a quanto pare, capace di ricordare, almeno in parte, alcune cose della sua vita passata e quindi ancora in grado di parlare e utilizzare strumenti. Poteva essere un’esperienza lacerante, ma posso rassicurarvi subito: lo scrittore utilizza una grande ironia nel caratterizzare il buon Peter Mellor e difficilmente ci troveremo in situazioni troppo drammatiche e, quando succede, è lo stesso protagonista a scaricare la tensione. Dopo tutto, è uno zombie e la sua grande preoccupazione è quella di trovare cervelli da divorare, almeno per un po’. Questo avrebbe potuto rendere il romanzo noioso o ripetitivo, ma Kenemore è riuscito con vari espedienti a creare una trama tutto sommato ben riuscita. Infatti, scopriamo ben presto che Mellor non si è schiantato casualmente con la sua auto contro un albero, ma che è stato ucciso. Non riuscendo a mettere insieme i ricordi della sua vita, ricostruire i motivi che hanno portato il killer ad agire è ben difficile. In più, il protagonista si trova ad aiutare la sua ex ragazza e a guidare una battaglione di morti viventi. In sostanza, di motivi per leggere questa storia ce ne sono molti.

Dal punto di vista narrativo, ci troviamo di fronte a uno stile molto scorrevole, che ha nell’ironia la sua arma vincente. Certo, non manca qualche ingenuità, come in ogni opera prima, come ad esempio l’eccessivo uso di parentesi, ma nessun difetto troppo eclatante.

Abbiamo a disposizione anche diverse scene splatter, particolarmente funzionanti proprio perché narrate in prima persona.

Nel complesso mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti dei morti viventi vecchio stile, che si decompongono, camminano come meglio possono e cercano di nutrirsi dei vivi. So che da poco è uscito il seguito, chiamato Zombie: Illinois. Sono davvero curioso di sapere cosa ha inventato questa volta l’autore.

Quattro revolver.

(Mauro Saracino)


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