Category Archives: Radiografie in Nero

Il manuale del contorsionista, di Craig Clevenger

In attesa della prossima uscita di Knife 5, in cui troverete un’interessantissima intervista a Craig Clevenger, riesumiamo per la nostra “domenica vintage” una vecchia recensione per la rubrica Radiografie in nero.

John Dolan Vincent (o se preferite Daniel Fletcher, oppure Eric Bishop) è un falsario con un’intelligenza superiore alla norma. Ha una caratteristica somatica molto insolita, sei dita della mano. Tossicomane, si fa di codeina, painkiller, anfetamine, lassativi, barbiturici e perché no, sigarette. E caffè, tanti, troppi. Va spesso in overdose. Entra e esce dalle cliniche psichiatriche sempre con nome diverso.

Il manuale del contorsionistacontiene tutti gli elementi del noir, quello duro.…
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Universi quasi paralleli (di Antonio Caronia), la metafisica del codice

« Furono solo capaci di sostituire
a un’autorità (…) un’altra autorità (…)
Ciò significa che non riuscirono
a risolvere il grande problema:
come possiamo riconoscere che
la nostra conoscenza è una faccenda
umana — fin troppo umana — senza
insinuare, nel medesimo tempo,
che essa si risolve tutta nel capriccio
e nell’arbitrarietà individuale?»
 
Pag. 65 Karl R. Popper,
Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza
 
 
«Giocare con La Verità, con La Realtà,
con Il Giusto: significa prendere in giro
chi ci crede ma, soprattutto, mettere in
crisi i criteri che ciascuno ritiene infallibili
a priori. Ad esempio: “È vero perché
l’hanno detto i giornali”, “È vero perché
lo disse Aristotele”,
“È vero perché è coerente” (…)
Giocare con le cose serie,
ecco il peccato di Luther Blissett».
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Belve, di Alda Teodorani

“La città fa schifo e a noi piace per questo” [1].

 «Il futuro è un posto pericoloso da frequentare,
 fittamente minato e con la tendenza ad azzannarti
 i polpacci a tradimento mentre ti ci inoltri»
(James Graham Ballard)

 In questa frase a mio avviso è riposta l’idea di futuro di Alda. Cosa si può trovare in Belve.

Innanzi tutto, delle ambientazioni fantastiche di stanche metropoli consumate. Basta scorrere le pagine del libro per trovarsi di fronte a immagini vivide di un romanticismo futuro o, per utilizzare le insostituibili parole di Alda, “la Cinecittà serale con le luci soffuse e pub lerci e soffocanti pieni di fumo, dalle fauci caliginose, odore ferroso e tabacco o la Kaleidemar, una crosta corrosa da immensi crateri che vomitano fumo, aria irrespirabile, pochi quelli che rimanevano, un vecchio postatomico del 1970 e dintorni”.
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Cattive storie di provincia, un libro di Gordiano Lupi

Cattive storie di provincia, un titolo programmatico, denso di significato simbolico a delineare uno scenario, l’oscurità che emerge prepotente dalle pieghe dell’ordinario. Tante piccole storie di orrori quotidiani, piccoli affreschi di vita di provincia. Le pagine alternano tinte e toni variegati, di sottili affezioni e sofferenze, a volte gridati e a volte semplicemente bisbigliati. Rappresentazioni fulminanti e incisive nel raccontare storie minime, amori a pagamento, speranze sociali irrimediabilmente compromesse in una vita sospesa nell’attesa. Personaggi, colori e odori che tracciano uno scenario tra la cronaca nera e il versificare del quotidiano.
Di qui, il ribaltamento della prospettiva borghese che idealizza un certo tipo di piccolo mondo con le sue tradizioni e i valori conservativi di un popolo sacrificato sull’altare della modernità multimediale; forte è il riferimento al mass media e alla musica.…
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Uomini e Spettri

Riproponiamo, per la nostra “domenica vintage”, una vecchia recensione di Luigi Bonaro, una delle sue prime “Radiografie in nero”.

GLI AUTORI E LE OPERE

Una madre e una figlia di Antonino Alessandro,

Pioggia di Marco Caudullo,

Legami di Simone Corà,

Il buio è dentro di me di Daniele Picciuti,

Quando ritornano di Matteo Poropat,

Presto, molto presto di Floriana Niobe Puccini,

I cuori di Flora di Francesco Rago,

Il volo delle falene di Nicola Roserba,

Lucifero in provetta di Francesco Stefanacci,

La bella lavanderina di Andrea Viscusi

A CURA DI
Alex Visani
______________

Uomini e spettri è una raccolta di storie che narrano fondamentalmente dell’inconscio umano.…
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L’ora più buia (di Claudio Vergnani) – gli occhi spalancati sulla vita

Nel 1938 Sartre scriveva: «Il mondo… questo grosso essere assurdo. Non ci si poteva nemmeno domandare da dove uscisse fuori, tutto questo, né come mai esisteva un mondo invece che niente. Non aveva senso, il mondo era presente dappertutto, davanti, dietro. Non c’era stato niente prima di esso. Niente. Non c’era stato un momento in cui esso avrebbe potuto non esistere. Era appunto questo che m’irritava: senza dubbio non c’era alcuna ragione perché esistesse, questa larva strisciante. Ma non era possibile che non esistesse. Era impensabile: per immaginare il nulla occorreva trovarvicisi già, in pieno mondo, da vivo, con gli occhi spalancati, il nulla era solo un’idea nella mia testa, un’idea esistente, fluttuante in quella immensità: quel nulla non era venuto prima dell’esistenza, era un’esistenza come un’altra e apparsa dopo molte altre […]».
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L’osservatore di Franck Thilliez, l’estetica dell’occhio tagliato

Due indagini parallele che diventano una. Al centro di tutto il caso, un film maledetto.
Ludovic, un collezionista di film d’autore, diventa cieco durante la visione di una vecchia pellicola che tanfa di acido. L’ha comprata dal figlio spietato di un collezionista di pellicole deceduto in seguito a una caduta dalla scala a chiocciola che lo portava in soffitta, dov’era la sua adorata collezione.
Lucie, trentasettenne con due gemelle, lavora nella polizia di Lille. È stata amante di Ludovic. È un’appassionata di delitti seriali sanguinolenti. Ludovic cieco chiama per caso proprio Lucie, la sua ex compagna. La donna guarda la pellicola e inizia a investigare.…
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Sensualità e modernità, 15 desideri di Alda Teodorani

Poesia, racconto, musica, arte grafica, tutto in un accattivante scrigno rosso. Il testo scorre rapido tra le figure dei quindici artisti e le immagini di un universo pulsionale e magmatico che si sviluppa dalla voce di Alda e pulsa attraverso la sei corde e il fuzz che amplifica e moltiplica i sensi.
L’idea di base è quella del Beat, dell’Happening. Una voce graffiante interpreta, narra e al contempo è uno strumento su di un tappeto sonoro sviluppato dagli altri strumenti. Lo stesso Jim Morrison riprendeva l’idea dei Beat nel suo disco, An American Prayer.
Nei quindici desideri si presenta l’eros vissuto con una sensibilità straordinaria su una musica, un meraviglioso Jazz Avangarde, con atmosfere simili a quelle dei Naked City di Zorn e Frisell o al punk industrial di Closer di Nine inch Nails o Silence is Sexy degli Einsturzende Neubauten.…
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Tu sei il Male, di Roberto Costantini

La verità non è mai dritta, la verità è un cerchio. Si potrebbe riassumere così la vicenda di Michele Balestreri, da arrogante svogliato commissario di polizia a maturo capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale che fa i conti con il suo passato a colpi di antidepressivi. Scoprirà la verità ma sarà un processo duro e tortuoso.

La scoperta della verità viaggia in un processo circolare che parte da un punto per ritornarvi alla fine del romanzo e andare ancora un poco indietro. In questo ciclo, Michele matura imparando dai suoi errori, pagandoli duramente, una sorta di redenzione di una giustizia terrena, contrapposta a una giustizia divina un poco incartapecorita, rappresentata simbolicamente dal cardinale.…
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L’alba degli zombie: l’alterità, il contagio, il mostro post-coloniale

Aprile 2011.

In libreria è presente un nuovo volume, tre saggi, tre autori eccezionali: Danilo Arona, Selene Pascarella e Giuliano Santoro. Non solo. Il libro è impreziosito da una gustosa intervista a George Romero dello studioso Paolo Zelati. Insomma, finalmente un saggio straordinario, ricco di sorprese e di regali, cultura a 360°, per noi voraci fruitori, zombie musi-cine-letterari, affamati di vera cultura.

Il titolo è L’alba degli zombie, voci dell’Apocalisse: il cinema di George Romero.

L’opera, oltre a essere una vera miniera d’informazioni sul cinema di Romero e non solo (il sottoscritto ringrazia calorosamente), è veramente illuminante nel delineare e sviscerare la figura dello zombie, la sua iconografia, le ragioni culturali, economiche e sociali che hanno portato questo mostro, questo amabile buontempone, a popolare le nostre metropoli.…
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Il re di bastoni in piedi. La morte, la vita, il rovescio della medaglia.

Maricò, Maria Consiglia, è una ragazza semplice. Segue il suo destino senza lamentarsi. Come tutti, desidera ma non chiede, è quasi rassegnata a seguire gli eventi e ad accettarli come se fossero un disegno già prestabilito. Non un desiderio, né un filo di trucco, né un abito più aggraziato, lei che è una bella ragazza: la Cenerentola di casa Serena.

Serena era il nome della madre, che morendo le ha lasciato la pensione e la responsabilità di una sorella depressa e della zia Cettina, ormai anziana. Maricò è cresciuta in fretta. È faticoso per Maricò portare avanti casa Serena ma lei lo fa di buon grado badando alle responsabilità, mentre la spensieratezza e la giovinezza le scivolano tra le mani.…
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