Category Archives: Profondo Nero

Deliria, di Michele Soavi

Questa volta ci spostiamo a fine anni Ottanta, per analizzare l’opera prima di un regista che a suo modo ha lasciato il segno nel panorama thriller e horror italiano. Nel 1987, dopo aver svolto lavori di aiuto regista per Dario Argento, Michele Soavi dirige il suo primo lungometraggio, intitolato evocativamente Deliria.
L’ambientazione del film è un teatro: un gruppo di attori sta provando uno spettacolo musicale, seguendo le insistenti richieste del regista. La storia prevede un maniaco assassino che uccide travestito da barbagianni. Tuttavia, da un ospedale psichiatrico lì vicino evade un vero serial killer, che uccide la costumista di scena.…
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La tarantola dal ventre nero, di Paolo Cavara

Nel 1971, dopo l’enorme successo ottenuto dai primi film di Dario Argento, il genere del thrilling richiama a sé produttori, sceneggiatori e registi. Paolo Cavara si cimenta in questo scenario cinematografico con La tarantola dal ventre nero, una pellicola che deve molto al regista romano che ha portato al successo il giallo all’italiana.

Ne La tarantola dal ventre nero il commissario Tellini, interpretato da un giovane Giancarlo Giannini, indaga sulla morte di Maria Zani, uccisa dopo essere stata paralizzata con un lungo spillo. Le modalità di uccisione si ispirano infatti alla lotta tra l’ape e la tarantola, che prevede la paralisi e successivamente la morte.…
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La morte cammina con i tacchi alti, di Luciano Ercoli

Nel mondo del cinema c’è chi da produttore diventa regista, pur con una carriera breve e caratterizzata da pochi titoli. È questo il caso di Luciano Ercoli, produttore negli anni Sessanta e regista negli anni Settanta. Tra i suoi otto lungometraggi si trovano tre gialli all’italiana, il secondo dei quali, uscito nel 1971, è piuttosto interessante. La morte cammina con i tacchi alti è un thriller atipico nel panorama dei film di quegli anni e mostra pesanti influenze provenienti da altri maestri della suspense oltre che dai registi impegnati nel delineare le caratteristiche del thrilling italiano.

La storia ruota attorno a un furto di diamanti.…
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5 bambole per la luna d’agosto, di Mario Bava

Mario Bava è sicuramente uno dei registi più importanti nel panorama dell’horror e del thriller italiano degli anni Sessanta e Settanta. Da sempre molto critico verso le sue opere, uno dei suoi film che odiava di più era 5 bambole per la luna d’agosto, pellicola del 1970 che si inserisce nel filone del giallo all’italiana, genere avviato proprio da Bava con La ragazza che sapeva troppo. 5 bambole per la luna d’agosto mostra evidenti richiami al capolavoro del giallo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie: quattro coppie alloggiano presso una grande villa su un’isola. Gli uomini devono concludere un affare, convincere il professor Fritz Farrel a vendere loro una formula segreta per una nuova resina industriale.…
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L’etrusco uccide ancora, di Armando Crispino

Il panorama del cinema thriller nostrano degli anni Settanta e Ottanta nasconde piccole opere ormai dimenticate, ricordate solamente dagli appassionati del genere. Nel giallo all’italiana, il regista Armando Crispino ha firmato due film, il primo dei quali, uscito nel 1972, è L’etrusco uccide ancora. Non è di sicuro uno dei titoli più famosi di questa nicchia cinematografica, nonostante presenti sia evidenti segni di appartenenza a questo filone sia elementi originali e particolari.

A Spoleto, un archeologo, Jason Porter, scopre una tomba etrusca, nei cui affreschi è raffigurato una scena sul demone Tuchulcha, la divinità della morte. Al suo fianco, nella scoperta, ci sono Myra, la sua ex-fidanzata e ora sposata con il direttore d’orchestra Nikos Samarakis, Stephenm, coreografo della compagnia di Samarakis e Igor, il figlio di Nikos, avuto con la precedente moglie.…
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Zeder, di Pupi Avati

Giuseppe Avati, conosciuto come Pupi, è uno dei registi più importanti del cinema italiano. La sua produzione è eclettica e variegata, tocca tanto le commedie quanto gli horror, con ottimi risultati in entrambi i campi. Le incursioni di Pupi Avati nel contesto del cinema di genere sono caratterizzate da una poetica e una maniera tutta personale di interpretare la suspense e il terrore. Nel campo dell’horror il suo film più apprezzato e conosciuto è sicuramente Zeder, lungometraggio del 1983.

La storia ruota attorno all’esistenza di misteriosi terreni, i cosiddetti terreni K, ipotizzati dal professore Paulo Zeder e studiati dal professor Meyer.…
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Lo strano vizio della signora Wardh, di Sergio Martino

Sergio Martino è uno dei registi più importanti, nell’ambito del cinema di genere nostrano. Il suo contributo nel campo del giallo all’italiana conta cinque titoli, il primo dei quali, cronologicamente parlando, è Lo strano vizio della signora Wardh, uscito nel 1971.

Julie Wardh arriva a Vienna con il marito Neil, e subito viene contattata dal suo ex amante, Jean, che vuole ristabilire una relazione con lei. La ragazza però non sembra intenzionata a cedere alle insistenti attenzioni del suo ex, e anzi inizia a frequentare George, cugino della sua amica Carol. Nel frattempo una lunga sequenza di omicidi, ai danni di giovani ragazze, terrorizza la popolazione e mette in ansia Julie, che riceve una telefonata minacciosa dallo stesso killer.…
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La ragazza che sapeva troppo

Il giallo, all’interno del panorama cinematografico italiano, è già presente in alcune pellicole minori degli anni Cinquanta. Quello che però viene comunemente riconosciuto come primo film giallo italiano è La ragazza che sapeva troppo, diretto da Mario Bava, uno dei maestri del thriller e del fantastico del cinema nostrano. Uscita nel 1962, è una pellicola che forma tutti i principali aspetti caratteristici del giallo all’italiana, genere portato al successo internazionale dai successivi film degli anni Settanta firmati da Dario Argento. Il titolo di questo film omaggia in maniera diretta L’uomo che sapeva troppo, uno dei tanti capolavori di Alfred Hitchcock, ma la collocazione della vicenda è tipicamente italiana.…
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