The Ward, di John Carpenter

Quando il cinema è trito e ritrito.

Senza nulla togliere all’abilità registica di Carpenter, questo film riprende un tema già affrontato in due pellicole (una precedente, l’altra contemporanea) di gran lunga più accattivanti. Si tratta di Identità (film che vede protagonista un ottimo John Cusack) e Shutter Island (film già recensito su Nero Cafè, con uno straordinario Leonardo Di Caprio).

Attenzione: spoiler!

In tutti questi film si affronta il tema delle personalità multiple che intervongono sul finire come colpi di scena che consentono allo spettatore di reinterpretare l’intera storia sotto una nuova luce. Il trucco funziona, resettare la chiave di lettura su quanto si è appena visto permette una nuova e più sorprendente visione delle cose.

In The ward non fa eccezione, tuttavia il film in sé è – rispetto ai su citati – rimane prevedibile, di minore impatto. Il continuo vagare alla ricerca di una via di fuga risulta alla fine piuttosto monotono e quando il dottore riceve la telefonata a proposito di un “caso disperato” il collegamento diventa quasi immediato.

Il film in sé è godibile, la protagonista Amber Heard è brava nel ruolo di ragazza ribelle, ma – francamente – non basta.

Due coltelli

(Daniele Picciuti)


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