Sepolto vivo, di Kealan Patrick Burke

burkeQuando al risveglio non si trovò nel suo letto, come si era aspettato, ma rinchiuso in una cassa di pino, la prima reazione di Miles Camden non fu di panico, o di terrore, ma di divertimento. A dire il vero, negli ultimi mesi si era chiesto oziosamente quando i suoi nemici avrebbero infine trovato il coraggio di agire contro di lui, e come si sarebbero comportati a quel punto. Si era però aspettato qualcosa di meno drammatico. Un veleno, magari, o un cuscino sulla faccia mentre dormiva, o una spinta ben assestata fra le scapole che mandasse il suo corpo vincolato a una sedia a rotelle a rotolare giù per la ricurva scala di marmo della sua dimora…

Così Kealan Patrick Burke ci presenta Sepolto vivo, racconto claustrofobico dalle ricche venature gotiche, uscito in formato digitale nella collana Bus Stop, di Delos Books.

L’autore irlandese, finora sconosciuto in Italia, si diletta a imbastire una storia che procede a ritroso nella memoria del protagonista, rinchiuso in una cassa sottoterra. La ricerca del suo aguzzino, procedendo per esclusione, lo porterà a una scoperta sconcertante, che gli farà rimpiangere di essere stato, in vita, una persona senza scrupoli. L’ambientazione e lo stile narrativo richiamano certe atmosfere del gotico del novecento, così come la ricercatezza di alcuni termini. Nel complesso, la storia si legge agilmente e, sebbene non regali grosse emozioni, il gioco psicologico si segue con piacere, anche se il finale risulta forse meno sorprendente di quel che vuol sembrare.

Attendiamo di leggere altro di questo autore, portato alla luce dai tipi di Delos Books.

Due coltelli e mezzo.

(Daniele Picciuti)

 

 


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