Category Archives: Bianco e Nero – I Classici del Giallo

Tra autobiografia e mistero: L’impiccato di Saint-Pholien di Georges Simenon

Nessuno si accorse di quello che succedeva. Nessuno sospettò che nella sala d’attesa della stazioncina ferroviaria, dove tra l’odore di caffè, birra e limonata solo sei passeggeri aspettavano il treno con aria abbattuta, si stesse svolgendo un dramma.

Vero. Così apre Simenon il suo Le pendu de Saint-Pholien, reso in italiano fedelmente come L’impiccato di Saint-Pholien (Adelphi), ma anche come Maigret e il viaggiatore di terza classe (Mondadori).

Quarto romanzo della serie risale al 1931, e Maigret, pure già personaggio poliziesco di successo, è all’inizio della sua storia. È un Maigret impiccione oltre misura, quello che segue un poveraccio scorto alla stazione di Neuschanz, nell’estremo Nord dell’Olanda, alla frontiera tedesca.…
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Un cinese a San Francisco: Charlie Chan e la donna inesistente

Per la prima volta su Bianco e Nero – I Classici del Giallo parliamo di Earl Derr Biggers, usando come ragione d’innesco una recente riedizione nel giallo Mondadori di Charlie Chan e la Donna Inesistente. Di Earl Derr Biggers e di Charlie Chan, per altro, approfondiamo anche nel prossimo numero, il sesto, di Knife.

Stiamo al testo, che inizia così:

Erano  le  cinque  e  mezzo,  la  strada,  dieci  piani  più  sotto,  formicolava di impiegati  di  San  Francisco  che  rincasavano,  ma  negli  uffici  del  Globo regnava  una  calma  relativa.  Di  tutte  le  lampade  col  paralume  verde  posate sulle  scrivanie,  solo  quella  di  Rankin  era  accesa  e  gettava  sul  foglio  bianco, infilato  nella  macchina  da  scrivere,  un  chiarore  spettrale. 
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Pulp di Bukowski, tragedia e commedia del Giallo e della vita

We are talking about my life, here, you know?
(Charles Bukowski)

Quando uno scrittore affermato, diciamo mainstream, si improvvisa giallista, in genere i casi sono due: o scrive una boiata pazzesca, o scrive un’opera d’arte… gialla. Tertium non datur.
Ho riletto Pulp, di Charles Bukowski. Ho avuto l’opportunità (per caso e necessità) di rileggerlo in lingua.
Mi era piaciuto, quasi vent’anni fa, e mi è piaciuto ancora. Ho scelto di recensirlo in Bianco e nero, anche se il libro è più recente dei gialli dell’epoca dell’oro, perché è, a modo suo, un libro in… bianco e nero.
Pubblicato postumo, Pulp è l’ultimo romanzo dell’autore californiano.…
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La Canarina Assassinata; alle origini del giallo americano con S.S.Van Dine

 

Riprendiamo il nostro consueto appuntamento con la “domenica vintage” riproponendo oggi uno dei primi articoli della rubrica Bianco e Nero di Cristian Fabbi.

Negli uffici della Squadra Omicidi, Reparto Investigativo del Dipartimento della polizia di New York, al terzo piano della sede centrale di Center Street, in un imponente schedario di acciaio, tra molti altri consimili riferimenti è custodito un cartoncino verde con la dicitura a macchina: ODELL, MARGARET, 184 Settantunesima Strada Ovest, 10 Sett. Omicidio: Strangolata intorno alle 11. Appartamento devastato. Gioielli rubati. Cadavere rinvenuto da Amy Gibson, cameriera.”

Questo l’incipit di “La canarina assassinata”, il secondo caso nel quale compare Philo Vance, il detective inventato da S.
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Estetica del Giallo: “Il Grande Errore” di Mary R. Rinehart

Mary Roberts Rinehart ci offre, con Il Grande Errore, un saggio di estetica del giallo. Non si tratta di un libro di suspense e nemmeno di un geniale congegno letterario dia disinnescare a colpi di celluline grigie. Si tratta invece di un libro “dolce”, godibile, piacevole e tutto sommato contemporaneo, se si tiene conto che The Great Mistake è un libro scritto e pubblicato nel 1940.

Siamo in epoca pre-guerra. L’autrice (che nella vita farà anche questo: l’inviato di guerra per il governo americano), ambienta questo romanzo nella provincia americana, di cui lei stessa è originaria: è infatti nata ad Allegheny City (futuro sobborgo di Pittsburgh), Pennsylvania.…
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Vicoli e Gangsters: Squadra Notturna di David Goodis

Eccoci al nostro consueto appuntamento con domenica “vintage”. Per l’occasione ripropniamo un vecchio articolo di Cristian Fabbi, il primo della rubrica “In bianco e nero”, dedicato a David Goodis.

Parliamo di classici. Parliamo di Pulp.

Parliamo di David Goodis. Che è un grande, uno che ha dato una bella sferzata alla letteratura di genere, e al quale dobbiamo indiscussi capolavori (Sparate sul pianista, Il vuoto nella mente). Vita da maledetto: morì a cinquant’anni, solo e dimenticato. Chi lo descrive alcolizzato, barbone, chi bello e dannato, chi ancora tirchio e solitario.

Giornalista laureato, aveva un fratello schizofrenico col quale ha vissuto per anni, e solo recentemente si è scoperto di un matrimonio, e successivo divorzio, di cui nessuno era a conoscenza, e durato meno di tre anni.…
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L’elemento misterioso secondo Edgar Wallace: L’uomo dai due corpi

Oggi riesiumiamo uno dei primi articoli della rubrica “Bianco e Nero“, curata da Cristian Fabbi. Questa volta il protagonista è Edgar Wallace.

“È perché Ambrose Sault non mi accarezza, non mi prende la mano e non mi bacia sulla fronte in modo paterno, magari sperando in qualcosa di più, che lo amo. E lo amerò per l’eternità. Anche quando sarà morta e lo sarà anche lui. Non desidero che questo. Se lui dovesse morire domani, io non ne sarei addolorata perché il suo corpo non conta nulla per me”.

Così parla Christina Colebrook, descrivendo ciò che prova per Ambrose Sault, il protagonista de “L’uomo del mistero”, di Edgar Wallace.…
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“Terrore su londra” – I gangster secondo Edgar Wallace

“Tutto cominciò un giorno del ’29, quando Kerky Smith incontrò il suo finanziatore al Beach View Café e gli fece una proposta. In quello stesso periodo Big Bill stava dettando legge a Chicago, c’era un gran fervore di iniziative e le cassette di sicurezza scoppiavano di dollari. Ma per portare alla ribalta la storia di questi straordinari avvenimenti, il cronista probabilmente opterà per le avventure di una giovane donna in cerca di impiego.”

Così inizia Terrore su Londra, opera del 1932 di Edgar Wallace che racconta una fantasiosa quanto virulenta diffusione di gangster americani nella capitale britannica. Torniamo a parlare di Wallace, un autore che ci piace per la sua poliedricità e per la sua scrittura veloce e intensa.…
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Pietr il Lettone: la nascita di Maigret

Mi hanno detto che lei è della polizia… Forse mio marito è stato ucciso… Che cosa aspetta?

C’era tutto Maigret nello sguardo ch’egli fece pesare su di lei! Una calma! Una indifferenza! Come se avesse udito solo il ronzare di una mosca! Come se avesse avuto davanti a sé un oggetto qualsiasi.
Nessuno l’aveva mai guardata in quel modo. Si morse le labbra, arrossì violentemente sotto il fondotinta e batté il piede con impazienza.

Pietr il lettone (Pietr-le-Letton, pubblicato in traduzione italiana anche come Maigret e il lettone e Pietr il Lettone, 1931) è ufficialmente il primo della serie con Maigret protagonista.
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“La sorellina” di Raymond Chandler: stile, dialoghi e personaggi dell’Hard Boiled

Gli anni trenta e quaranta segnano l’inizio di un cambio di passo rispetto al modo di scrivere gialli della cosiddetta Golden Age (Conan Doyle, Christie, Van Dine, Wallace ecc.). In particolare, in America, Dashiell Hammett (quest’anno sono cinquanta senza di lui, sigh!) e Raymond Chandler impongono una svolta in termini di stile e di contenuti. Si scrive in modo più diretto, con meno fronzoli, e nelle loro storie il piombo sostituisce le celluline grigie. Altro modo di vedere il delitto. E la detection.

Chandler, in particolare, nel 1949 ci regala un libro che ritengo un piccolo gioiello di quell’epoca. Forse più mite, meno violento di altri, La Sorellina (Little Sister) ci narra la vita di Hollywood, le sconcezze del mondo del cinema e del teatro, imponendo a Philip Marlowe un’indagine in un contesto di sesso, soldi, malinconia e rancori.…
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Bianco e Nero: La stanza numero 18 di Mignon G. Eberhart: L’antenato di E.R.


La stanza numero 18 di Mignon G. Eberhart: L’antenato di E.R.

“Se non fossimo stati tutti lì a fissare quella piccolissima ferita, non avremmo notato la gocciolina di sangue che ne sgorgò; una gocciolina appena visibile, ma che bastò a ricordarci che, secondo una vecchia superstizione popolare, un cadavere sanguina quando gli è vicino il suo assassino.”

Siamo nel 1929. La Eberhart pubblica il suo primo romanzo giallo. Americana di Lincoln, Nebraska, personaggio eclettico e curioso, la Eberhart (nata Good, da cui la G) si ispira alle opere di Mary Rinehart, che legge nei lunghi viaggi accanto al marito, ingegnere civile.…
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