The Raven, di James McTeigue

John Cusack è un attore particolare. Nonostante non abbia una grossa espressività, riesce tuttavia a vestire i ruoli più improbabili con discreto successo. Qui, nei panni di un istrionico Edgar Allan Poe, non sfigura, anzi riesce a dare un certo spessore a un protagonista altrimenti vittima di una sceneggiatura non proprio brillante.

Interessante invece come la storia sia stata collocata nel periodo immediatamente precedente la morte di Poe, amalgamando informazioni frammentarie con la vicenda cinematografica di fantasia che lo vedrebbe “vittima” di un mitomane che si diverte a inscenare i delitti da lui descritti in alcuni dei suoi celebri racconti.

Nel complesso, il film gode di un’ottima atmosfera, gotica e decadente, e di un avvicendarsi di avvenimenti che si susseguono con la giusta rapidità, volti a non dar modo allo spettatore di fermarsi e chiedersi quanto di inventato ci sia negli eventi che si trova davanti e quanto, invece, sia ispirato a fonti certe.

Questo gioco di specchi aiuta nell’immedesimazione e il Poe di Cusack da irritante qual è finisce poi per fare compassione. L’interpretazione che si vuol dare di questo Poe è quella di un poeta arrogante e al tempo stesso bistrattato dalla sua epoca. Lui stesso sembra dire “voi non mi capite” anche se mai apertamente con queste parole.

Nel complesso, un film godibile, che non si risparmia quando si tratta di versare sangue. I fan dello splatter non avranno di che lamentarsi. Su tutte, la scena del pendolo è quella che resta più viva nella mente.

Nel cast anche Luke Evans (Immortals, I tre moschettieri), Alice Eve (Men in Black 3, ATM – Trappola mortale), Kevin McNally (Pirati dei Caraibi) e Brendan Gleeson (Harry Potter, 28 giorni dopo).

Tre coltelli.

(Daniele Picciuti)


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