Exit Humanity, di John Geddes

Per i cowboys non è mai finita.

Gente semplice che vive una vita dura, li trovate nella variante con o senza cappello e se si stufano di fare i “vaccari”, allora diventano banditi o pistoleri: i cowboys. Quel periodo potete chiamarlo come volete; il selvaggio west, il mito della frontiera, la guerra civile, ma è innegabile che ha colpito l’immaginario di molti, specie di quei padri che iniziavano a sognare davanti a un schermo cinematografico negli anni ‘50.
All’epoca era semplice: John Wayne era il buono e tutti gli altri i cattivi. Poi le cose iniziarono a complicarsi, alcuni registi ci fecero vedere le giacche blu con gli occhi degli indiani e scoprimmo che la cavalleria era morta sul serio; poi, come era iniziato, tutto l’interesse per quest’epoca sembrava finito. Qualche pellicola usciva ancora, alcune erano leggere come un bicchiere d’acqua, altre interessanti, ma ormai il western non attirava più molti spettatori.
Allora cosa si può fare per risvegliare l’interesse per i cowboys? Perché non farli scontrare con gli alieni o gli zombi?
Già, perché non farlo? Prossimamente li potremo vedere anche dentro a Matrix o alle prese con una bomba atomica?
Nonostante l’idea di mischiare zombie e cowboys sembri molto azzardata, Exit Humanity è un film che non apprezzeranno soltanto i Fan di Jebidiah Mercer, il terribile predicatore creato da J. R. Lansdale.
Alla fine della guerra civile americana, nella difficile situazione in cui vincitori e vinti sono abbandonati a se stessi, i morti decidono di non riposare in eterno e tornano a camminare sulla terra.
Edward Young (Mark Gibson) vive in Tennessee, lo stato è distrutto dalla guerra e sull’orlo di un futuro incerto nelle mani dei “nordisti”. Edward ritorna a casa e, dopo avere seppellito la moglie, scopre che il suo unico figlio è diventato uno zombie. Questo è l’inizio di un viaggio verso sud in cui la società americana non esiste più e tutto è nelle mani di pochi. Non è un film che indugia sulla catastrofe e spettacolarizza scene d’azione, ma un viaggio nell’anima di un sopravvissuto.
Scritto e diretto da John Geddes, nel cast Mark Gibson (Monster Braw), Bill Moseley (Grindhouse), Stephen McHattie (300, Watcmen) e Dee Wallace (Halloween – the beginning).

Durata 114 minuti, colore. Il film è disponibile in dvd in lingua inglese e tedesca.

(Mirko Giacchetti)


This entry was posted in News Film and tagged , , . Bookmark the permalink.