“Italian Way of Cooking”, di Marco Cardone

Italian way of cooking, di Marco Cardone
Titolo: Italian way of cooking
Autore: Marco Cardone
Editore: Acheron Books
Anno: 2015
Prezzo: 3,99 euro in formato digitale – prossimamente anche in versione cartacea

Sinossi.

Nero è un cuoco eccezionale, ma la crisi economica non lo ha risparmiato e il suo ristorante, il Gallo Nero del Chianti, è sommerso dai debiti e prossimo al fallimento. In una notte stregata accade però un evento del tutto eccezionale che risolverà i suoi problemi… creandogliene altri ben più spaventosi! Una creatura mostruosa, antica come il mondo e affamata di esseri umani, si introduce in casa sua e minaccia i suoi bambini. Nero è costretto a ucciderla, e, attratto dall’odore delle sue carni, prova l’impulso irresistibile di cucinarle e scopre che sono squisite. Prova allora a servirle di nascosto ai clienti del ristorante, ottenendo un successo oltre qualsiasi aspettativa. Inizia così la rinascita dal Gallo Nero: tenendo celato il suo segreto, in una maliosa estate toscana il cuoco si dedica alla ricerca di altre creature mostruose per ucciderle, cucinarle e servirle agli ignari avventori. La fama del ristorante e delle sue prelibatezze cresce a dismisura, così come i problemi: in fondo si tratta di Mostri, e dar loro la caccia è un’attività estremamente pericolosa, soprattutto nel momento in cui le creature capiscono l’antifona e decidono di invertire i ruoli e far tornare la catena alimentare nel giusto ordine delle cose…! Benvenuti quindi al Gallo Nero del Chianti, grottesca sarabanda horror-culinaria fra piatti deliziosi dagli ingredienti che è meglio non rivelare, direttori di banca e serial killer, vigilesse feticiste dell’autovelox, vini pregiati e pietanze prelibate ma dagli arcani effetti collaterali, l’unico ristorante al mondo dove non si è sicuri di mangiare (cosa, poi?), o di essere mangiati… 

Il romanzo contiene in appendice il “Ricettario Mostruoso”: dieci ricette per cucinare altrettante creature sovrannaturali del folklore sia italiano che internazionale, tramandate da secoli e rivisitate da dieci impavidi Horror Masterchef!

La recensione di Nero Cafè.

“Il gusto gli deflagrò in bocca e coprì ogni altro pensiero. Mentre masticava, gli sfuggì un mugolio di piacere. Una sensazione meravigliosa e indescrivibile si accompagnò a quell’orgia di sapore, qualcosa di profondo e antico, che nasceva sotto lo stomaco, da una regione remota e sconosciuta del suo corpo, forse un organo mai usato che, per la prima volta, secerneva un ormone misterioso nel flusso sanguigno.”

Io, amici miei, sono cresciuta a pane e tortellini. Sulla mia vita e sulla mia persona incombe da sempre l’ombra scura ma rassicurante della Ghirlandina, la nostra torre campanaria. Sono modenese fino al midollo e, quando la mia lingua incontra quel sapore inconfondibile di brodo e tortellini fatti a mano, quelli piccoli piccoli, col “nodo” bello sodo, io impazzisco. Ogni corda del mio essere comincia a vibrare impercettibilmente, i tratti si distendono, le spalle si rilassano e gli occhi assumono quella vaghezza propria di una certa beata (e beota) felicità. Ecco perché io e Nero ci siamo intesi subito.

Sì, perché lui è Nero: quarant’anni, due figli, una ex moglie, un ristorante e molto guai, per lo più finanziari. Deve scucire duecentomila euro, e in fretta, o perderà il suo Gallo Nero. Per lui sarebbe la fine: su quel ristorante ha riversato tutta la sua vita, la sua passione, il suo tempo, i suoi sogni, le sue speranze e pure i suoi soldi.

Ma mai dire mai. Quando la fortuna pare prendersi un immeritato periodo di ferie, il caso strizza l’occhio e si accomoda al suo posto.

Certo, quando il “caso” ha le sembianze di un mostro peloso con la faccia a metà strada tra un pipistrello e un maiale, dotato di zanne, ed entra in casa tua decisissimo a mangiare i tuoi figli, la faccenda si complica un tantino.

Innanzitutto, sarà meglio ucciderlo.

Non è che un mostro peloso entra in casa tua per tentare di sgranocchiare il tuo bambino e tu puoi restare a guardare.

Quindi, forza e coraggio.

Poi però non basta ammazzarlo senza pietà, bisogna anche liberarsi del corpo, perché i controlli sono fitti e regolari, in giro c’è un serial killer che sta facendo fuori un po’ troppa gente per passare inosservato e il Gallo Nero è sotto l’occhio dei riflettori. Ma niente paura, il nostro cuoco è un uomo d’azione, pragmatico e lucido. Capisce in fretta che l’unico modo per liberarsi del corpo del mostro zannuto è cucinarlo e poi buttare gli scarti come se fossero innocui avanzi di una altrettanto innocua cucina di un altrettanto innocuo ristorante toscano. Ma se seguite Masterchef o uno dei “millanta” programmi a tema culinario che ci propina da qualche anno la televisione italiana, saprete anche la regola fondamentale di ogni cuoco che si rispetti. La sapete o no? Ve la dico io: i piatti si assaggiano! Un cuoco che non assaggia i suoi piatti è paragonabile a un fotografo che si dimentica di togliere il tappo dall’obiettivo. Un cretino.

E il nostro Nero non è un cretino. Ma una volta che le sue più che allenate papille gustative incontreranno i tanti e gustosi e irripetibili sapori della carne di mostro, la sua vita cambierà per sempre. Perché quella carne morbida e profumata, quella carne di mostro zannuto e ispido incanta la mente e il palato, acuisce i sensi, impalla gli ormoni.

Ne serve di più, molta di più. E in fretta.

Il mostro nervosetto mangia-bambini potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi finanziari di Nero: i clienti impazziscono per quella prelibatezza, e saranno disposti a pagare tanti, tantissimi soldi per cenare al Gallo Nero. Allora forse il ristorante potrebbe restare suo. Forse. Ma sarà necessario fare ogni cosa perché il piano vada a buon fine, anche appendere al chiodo (se non altro provvisoriamente) la divisa da cuoco e infilarsi, senza paura, quella da cacciatore di mostri.

Armato di maschere e amuleti, coraggio e voglia di farcela, in un viaggio psichedelico che cavalca horror, fantasy, humor e non-sense tra le terre del Chianti, Siena e i dintorni di Piombino, tra mostri gallinacei, sirene affatto sexy, polizia, false chiromanti e fidanzate ossessive e ridanciane, il nostro affascinante protagonista scoprirà molto del mondo (probabilmente anche quello che avrebbe fatto a meno di sapere), ma anche di se stesso.

Un viaggio spettacolare e imperdibile, quello che ci fa compiere Cardone con una abbondantissima dose di maestria. Una Toscana che scolora dei suoi tratti tipici e che si ammanta di un’aura inedita, molto creepy eppure mai soffocante o eccessiva nella sua veste horror. È il nostro Nero, irresistibile nella sua umanità, anti-eroe macchiato di sugo di mostro, ad alleggerire l’atmosfera e a farci percepire le cose nel loro giusto spirito. La vita è questa qui, piaccia o no: Equità che ti tartassa, matrimoni che falliscono, mogli che ti deludono, figli da proteggere, amici da ringraziare, guai e ancora guai, gioie improvvise e fortune fugaci. Darsi per vinti, proprio no. Perché se lui deve combattere contro sirene spiaggiate, allora noi, che siamo qui, al di qua del libro, combattiamo ogni giorno sul luogo di lavoro, in strada, ovunque. Combattiamo pacificamente affinché i nostri diritti valgano tanto quelli altrui. Non siamo forse, anche noi, degli eroi macchiati di sugo?

Consigliato a tutti coloro che odiano prendersi troppo sul serio, a chi pensa che la gioia passi anche da un piatto di pasta e un bicchiere di buon rosso e a chi, sotto sotto, si sente sempre un po’ eroe.

(Caterina Bovoli)

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