Le viscere del Bronx, di Peter Milligan e James Romberger (Panini Comics)

“Lo sapevo da quel giorno allo stretto del Bronx… Non sarei mai diventato un poliziotto. Non avrei fatto quello che si aspettavano da me.”

New York. Martin Keane ha voltato le spalle alle tradizioni di famiglia, deciso a non essere un poliziotto come il padre, il nonno e il bisnonno, e ora è uno scrittore in piena crisi creativa. Eppure, quando la moglie Erin scompare, Martin deve indagare chiedendo aiuto all’odiato genitore. Tutto sembra ricondurre allo stretto del Bronx, una desolata striscia di terra in cui il bisnonno fu barbaramente ucciso anni prima, divenuto per Erin una vera ossessione. Pagina dopo pagina, ci immergeremo insieme al protagonista negli oscuri segreti della sua famiglia e scopriremo la verità sulla moglie.

Peter Milligan, britannico, è un autore di quelli bravi. La sua carriera nel mondo del fumetto è iniziata negli anni ’80 e continua ancora oggi con grande successo.
Il tema de Le viscere del Bronx è un classico della letteratura noir thriller: non si sfugge al passato. Ovunque tu sia, tornerà a tormentarti finché non avrai la forza di affrontarlo. A volte anche con la pistola in pugno. Milligan si prende il tempo di costruire i suoi personaggi, di svelarne poco a poco i rapporti reciproci, le debolezze, le contraddizioni. Ci abituiamo alla calma apparente, al conflitto interiore di Martin Keane con il padre e con la scrittura, così che quando la moglie scompare, seguiamo con crescente tensione lo smarrimento e la febbricitante ricerca da parte del protagonista. E quando la verità emerge, il dolore che proviamo è lo stesso che prova Martin. Tuttavia in quest’opera c’è qualcosa di più. Milligan usa la crisi creativa del personaggio e il romanzo che questi sta stendendo per suggerire una riflessione sul rapporto tra vita e scrittura.
Nelle pagine di Martin ci sono le risposte inconsce ai suoi conflitti irrisolti, così come gli indizi di ciò che è accaduto e accadrà. Gli inserti del romanzo in lavorazione, comprese le note a margine fatte dal protagonista, sono il valore aggiunto di questa graphic novel. Milligan dimostra di essere abile anche nel fingere la prosa mediocre di uno scrittore in difficoltà.

Per quel che riguarda i disegni, il tratto un po’ grossolano di Romberger può far storcere il naso a qualcuno, ma il suo uso della matita e delle sfumature riesce nell’intento di dare forza e calore alla sceneggiatura.

È un’opera consigliata a chi fa lo schizzinoso e non ha ancora compreso il valore letterario di certi fumetti.

(Nero Cafè – Marco Battaglia)

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