Sette Note in Nero: Sign ‘O’ The Times

Esordio per la rubrica “Sette Note in Nero” curata da Alberto Cattaneo, nuovo ingresso nel nostro staff. L’idea, anche questa volta una scommessa, è uscire dagli schemi di un blog letterario e approfondire le “storie nere” raccontate e interpretate dalla musica e dai suoi grandi protagonisti. Benvenuto ad Alberto e in bocca al lupo per questo nuovo progetto, ma ora godiamoci questo primo numero di “Sette Note in Nero”:

Ho deciso di inaugurare questa rubrica con il brano Sign ‘O’ The Times, estratto dall’omonimo album del 1987, dell’artista Prince.

Prince non è “solo” cantante dalla voce suadente, ma anche polistrumentista, produttore, cantautore, regista, attore. Forse a causa della sua versatilità viene chiamato il “genio di Minneapolis”, città degli Stati Uniti che gli ha dato i natali nel 1958.

Con quasi 20 milioni di dischi venduti e diversi riconoscimenti guadagnati, l’album è uno dei suoi lavori più conosciuti e più apprezzati. Molti sono i media che lo eleggono come uno dei migliori album degli anni 80. Un esempio è il periodico Rolling Stones, che gli riserva la posizione 93 della sua classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi. La title track è il primo singolo estratto dall’album e uno dei motivi principali del successo.

Esiste un video ufficiale del brano, essenziale e molto colorato, che si adatta perfettamente alle parole. Forse chi ha pensato al video ha tenuto anche conto di un testo cosi crudo e delicato allo stesso tempo. Un testo che colpisce come lo schiaffo di un padre severo, ma amorevole e giusto.

I segni del tempo di cui ci parla Prince sono una serie di eventi accaduti in varie parti del mondo, uno dei quali coinvolge un suo parente. Sono gli stessi segni che oggi ci fanno stare con gli occhi piantati al televisore, ci fanno pensare alla fine del mondo, ci inorridiscono. Oggi come negli anni ’80.

La prima strofa ci descrive poeticamente le morti avvenute in Francia, di un uomo magro e della sua ragazza, uccisi da una grande malattia, dal piccolo nome (A.I.D.S.). Ma ci parla anche dei The Disciples, gang formata da diciassettenni che si divertono a giocare con le pistole. E con il crack.

Trent’anni fa come oggi si abbattevano sul nostro pianeta uragani devastanti. E nella seconda strofa ci parla delle devastazioni di Annie, i cui venti scoperchiano una chiesa, provocando la morte di tutti i presenti. Una donna uccide il suo bambino perché non riesce a nutrirlo e un cugino dell’artista prova una nuova droga che lo fa impazzire. Ora fa il cavallo, canta Prince. Ma anche l’ennesimo incidente mortale di uno Shuttle è un segno dei tempi. Uomini che sembrano cercare con affannosa insistenza l’autodistruzione. Uomini che cercano la morte di altri uomini per alimentare il proprio ego, il proprio benessere. E forse per sentirsi vivi. Perché? Ripete Prince, cercando di trovare delle risposte che nessuno sa dare. Risposte che, anche oggi, non troviamo.

L’uomo prosegue il suo cammino nel degrado, nella distruzione del mondo che lo circonda. Senza via d’uscita apparente. Ma il genio di Minneapolis ha una seppur labile speranza: l’amore. La riscoperta dell’amore ci salverà. E chiude il brano incitandoci a sposarci e a riprodurci, chiamando nostro figlio Nate, nel caso sia maschio.

Chi sia Nate non ci è dato di sapere. Un nome casuale o il nome del suo cugino impazzito? E riuscirà, l’uomo, con la luce viva dell’amore, a salvare se stesso e quest’umanità malata, sfuggendo alla nerissima visione di Prince, così crudemente descritta?

E’ con questi due quesiti, che vi rimando, al mio prossimo intervento su Nero Cafè…. nella speranza che facciate in tempo a leggerlo, prima della fine di tutto.

Oh yeah! In France, a skinny man died of a BIG disease with a little name

By chance his girlfriend came across a needle and soon she did the same

At home there are 17-year-old boys and their idea of fun

Is being in a gang called The Disciples

High on crack and totin’ a machine gun

Time

Times

Hurricane Annie ripped the ceiling of a church and killed everyone inside

 U turn on the telly and every other story is tellin’ U somebody died

A sister killed her baby cuz she couldn’t afford 2 feed it

And yet we’re sending people 2 the moon

In September, my cousin tried reefer 4 the very first time

Now he’s doing horse – it’s June

Time

Times

It’s silly, no?

When a rocket ship explodes and everybody still wants 2 fly

But some say a man ain’t happy unless a man truly dies Oh why?

Time

Time

Baby make a speech, Star Wars fly

Neighbors just shine it on

 But if a night falls and a bomb falls

Will anybody see The Dawn?

Time

Times

Is it silly, no?

When a rocket blows and.. and everybody still wants 2 fly

Some say a man ain’t happy truly until a man truly dies

Oh why, oh why?

Sign “O” the times

Time

Time

Sign “O” the times mess with your mind

 Hurry before it’s 2 late

Let’s fall in love, get married, have a baby

 We’ll call him Nate If it’s a boy

Time

Times

Times

Time

(Alberto Cattaneo)


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