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Dolcetto o scherzetto? (di Maurizio Bertino)

Botti, spari, fuochi d’artificio.
Sara, seduta sul tappeto davanti alla tv, continuava a cambiare canale, ma il programma era sempre lo stesso: nessun cartone animato, solo tanti sorrisi che inneggiavano al nuovo anno facendo casino.
Si annoiava, i suoi genitori erano in salotto con degli amici, aspettava che la mamma arrivasse per metterla a letto e, una volta sola, avrebbe giocato con le ombre, quelle della mano, e fatto i versi fino a quando non si sarebbe addormentata.
L’uomo le si sedette al fianco, imponente, e le tolse le cuffie dalle orecchie, con delicatezza. Sospirò.
«Dolcetto o scherzetto?» le chiese osservandola con occhi vuoti.…
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Io odio il Natale, di Laura Platamone

«Hai presente feste? Hai presente peste? Se fanno rima un motivo ci sarà!»
«Ma tesoro-cuore-amore non puoi parlare così… è Natale!»
«Natale un cazzo! Io odio il Natale».
«Ma come fai! Natale piace a tutti, si fanno i regali, si mangiano cose buone, in tivvù fanno un sacco di film meravigliosi».
«Odio i regali, mangiare fa ingrassare e i film che tu dici meravigliosi sono il peggio della produzione cinematografica degli ultimi trent’anni».
«Non è possibile, di certo questa repulsione deve essere legata a qualche brutto ricordo».
«L’unico brutto ricordo della mia vita risale al giorno in cui ti ho conosciuto!»
«Ma su zuccherino non essere acida… e l’albero di Natale?…
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Vanessa, di Roberto Bommarito

«Guarda che piccino, questo,» esordì mia sorella, Vanessa, il tono soddisfatto, facendo dondolare il Babbo Natale davanti alla mia faccia, come un cucciolo di cane preso dal collo.
«Be’, non è male,» le risposi. Non volevo darle la soddisfazione di ammettere la sconfitta. Era il Babbo Natale più piccolo che avessi mai visto.
I più comuni erano quelli a grandezza d’uomo, che papà ammazzava durante le battute di caccia. In salotto avevamo le loro teste imbalsamate appese al muro. Anche se tutte rinsecchite, non perdevano la barba lunghissima, tanto che io e mia sorella ci appendevamo pure le palline di natale, le lucine colorate avvolte attorno alle loro teste come collane luminose rosse, blu, gialle.…
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Regalo di Natale, di Biancamaria Massaro

Occhiali spessi, acconciatura fuori moda e vestiti scialbi: Diana è la classica segretaria zitella, quella sempre presente, silenziosa ed efficiente, indispensabile per mandare avanti un ufficio, ma facilmente dimenticabile da colleghi e visitatori. È la prima ad arrivare e l’ultima a uscire, concedendosi solo una breve pausa per il pranzo. Quando non è al lavoro, passa la maggior parte del tempo a casa, senza nessuna compagnia. Per fortuna la nonna le ha insegnato a lavorare a maglia e a uncinetto, perfino a ricamare, perciò non si annoia mai. A Diana piace usare le mani, la rilassa. È diventata brava, non deve più seguire gli schemi tracciati da altri ed esegue solo capi di sua invenzione.…
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Io. Te. (di Daniele Picciuti)

L’ha scritto l’Aguzzino Infernale. Ha sbaragliato la concorrenza. Questo racconto è basato sul tema a sorpresa “Io e te”, partorito dalla mente malata del cosiddetto “Inquisitore”, colui che mi dà la caccia – inutilmente – da molto tempo.

Per te, Inqui.

(L’Aguzzino Infernale)

IO.

Il sudore è materia viscida sulla pelle. Mi fa incazzare. Soprattutto mi fa incazzare quando sono concentrato. Quando la testa mi scoppia e devo prendere una decisione.
Fanculo.
Filo verde o giallo.
La scuola è deserta. Bambini e insegnanti sono stati evacuati.
Mi sudano le dita, porco cazzo.

TE.

Sei solo un piccolo uomo, lo capisci questo?…
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Tremare senza paura: si avvicina il termine della raccolta fondi

Nero Cafè ha prolungato la raccolta fondi per le vittime del terremoto in Emilia Romagna più di altre iniziative. L’abbiamo fatto perché è passato poco più di un mese dalla catastrofe e il rischio che non se ne parli più è sempre molto alto. La crisi non è passata, le persone non sono ancora tornate alla normalità, interi paesi sono da ricostruire, così come le vite delle persone che non hanno più una casa, né un lavoro.

Tuttavia, è giusto che arrivi un momento in cui quanto abbiamo raccolto venga finalmente devoluto. Come potete leggere nella nostra pagina dedicata, il ricavato andrà su un conto aperto dal Comune di San Felice sul Panaro, che ci ha gentilmente concesso il patrocinio per l’iniziativa.…
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Fine del mondo in cinque tempi (di Biancamaria Massaro)

Da quando il cinguettare dei passeri ha sostituito il rombo deimotori, la natura ha cominciato a invadere le città. Piante rampicanti già arrivanoal primo piano degli edifici e ricoprono automobili ferme da tempo. È da pocopassata l’alba quando il fiore apre al sole i candidi petali, mostrandotrionfante il suo cuore dorato. È una comune margherita che si è fatta strada trale crepe dell’asfalto. A causarne la morte non sarà la mano di un bambino che vuoleoffrirla alla madre, ma il calpestio prodotto da una massa in eterno movimento.Si sposta lentamente, come lenta è stata la fine del mondo.

La dottoressa Irina Sastri salì inascensore con i colleghi senza guardarsi allo specchio.
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