Nero Cafè al "Corti and Cigarettes 2011 – International Short Film Festival"

Era un caldo pomeriggio di settembre quando i Neri inviati di Black Report si presentavano all’ingresso della manifestazione:CORTI AND CIGARETTES 2011 – INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL. “Siamo gli inviati di Nerocafè” avvisavano all’ingresso. Le signorine li accompagnavano indicando con un sorriso la Sala Kodak, al primo piano dell’edificio al centro di Villa Borghese, chiamato Casa del Cinema. La sala Kodak era quella dei film sperimentali e i Neri cominciavano la maratona deliziandosi nella visione dei Corti – appunto – sperimentali.

Il primo corto che ha ammaliato l’occhio dei Neri è stato On the water’s Edge di Tommaso De Sanctis. Un bellissimo corto di animazione, tutto in bianco e nero.

Guarda On the water’s Edge:

È seguito Hypercube, un puro lavoro di meraviglia tecnica. Pareti di schermi che si susseguono moltiplicando l’immagine all’infinito. Il regista, uno dei due vincitori della manifestazione, ha dichiarato di aver lavorato sul montaggio del pacchetto d’immagini che gli è stato inviato.

Guarda Hypercube:

 

Il corto Phasing Waves è stata una sequenza geometrica di onde, così come recita il titolo. È stato quasi un rendere in musica l’onda sonora, rappresentata da suoni con effetti phaser. Esperimento ben riuscito.

I Neri inviati sono stati poi catturati dalle immagini oscure di Spectrum di Fabrizio Caldarelli: immagini apocalittiche, su piani irregolari, quasi una riscoperta del cinema espressionista tedesco del 1929 ma in chiave più millenaristica. Le immagini erano commentate da una chitarra con molto flanger e, perché no, con anche il phaser che ricordava le atmosfere dei Pink Floyd di Careful with that axe, Eugene. I Neri, compiaciuti dello spettacolo, sono andati avanti nella visione.

Guarda Spectrum:

 

È seguito il corto In Origine. Gli inviati Neri,  appassionati di arte cinematografica, sono rimasti affascinati da questo corto così suggestivo, dove sembrava di scorgere diverse citazioni e riferimenti a Dziga Vertov: la macchina che riprende (sullo sfondo), l’occhio, la luce e la rappresentazione del montaggio con due sequenze di immagini sovrapposte una in orizzontale e l’altra in verticale. Una sequenza di immagini veloci che scorre in orizzontale (un paesaggio), mentre in verticale ne scorre un’altra e si confonde con essa. Sullo sfondo il sole che rappresenta l’occhio, nei contorni dell’obiettivo che ricordava molto proprio L’uomo con la macchina da presa. riattualizzato in chiave moderna ovviamente.

Riportiamo il trailer del corto:

Francesco Lettieri

Poi, gli inviati Neri si sono deliziati con un bellissimo cortometraggio sulla Cina. Gli autori hanno narrato la vita, le tradizioni, la modernità e la difficoltà attraverso meravigliose tecniche sperimentali di regia e montaggio in soli 12 minuti.

È seguita la premiazione che ha visto come vincitori Francesco Lettieri con Hypercube e Salvatore Insana con In origine. Gli inviati Neri, affascinati da quest’ultimo corto, sono andati a intervistare Salvatore Insana, sottoponendolo a una short interview per Nerocafè.

Alberto Cattaneo: come nasce In Origine?

Salvatore Insana: In Origine nasce da un progetto sperimentale in collaborazione con il musicista Aron Carlocchi. Il progetto completo è di 40 minuti.

Alberto Cattaneo: E le riprese dove sono state fatte?

Salvatore Insana: abbiamo fatto le riprese durante il viaggio Roma-Napoli nei pressi di Roma.

Alberto Cattaneo: interessante la sovrapposizione delle sequenze sullo schermo.

Salvatore Insana: Sì, c’è un riferimento alle geometrie che mantengo sempre nei miei lavori e un riferimento all’arte figurativa astratta.

Alberto Cattaneo: Lavori solo nel cinema?

Salvatore Insana: mi occupo di cinema, teatro, fotografia e collaboro attivamente con il regista Roberto Nanni.

Alberto Cattaneo: progetti per il futuro?

Salvatore Insana: sto lavorando a un progetto audiovisivo con Roberto Nanni e Steven Brown, cantante e co-fondatore del gruppo statunitense Tuxedomoon.

Grazie a Salvatore Insana per averci dedicato il suo tempo e complimenti.  

Salvatore Insana

Gli inviati Neri dopo un meritato caffè nero si sono recati alla sezione Incontri d’Autore, dove hanno seguito l’incontro con Marco Filiberti, presentato da Massimo Galimberti. Il regista ha ribadito la necessità della riscoperta del valore della bellezza in senso gnoseologic e conoscitivo, nonché l’importanza di lavorare e riscoprire gli archetipi piuttosto che lavorare sui caratteri. Il cinema italiano non presenta solo una matrice neorealista ma ha avuto delle digressioni importanti in registi come Pasolini, Ferreri, secondo Visconti. Filiberti promuove un tipo di linguaggio che abbia una funzione critica anche nei confronti della cultura stessa e sottolinea il fatto che le varie tipologie di linguaggio debbano portare a riflessioni di tipo critico.
Lui non si vende. Rifiuta aggiustamenti di cast e scengeggiatura proposti da produttori che favoriscono clientelismo. Regista del corto Il compleanno presentato al recente Festival del cinema di Venezia. Prossimo lungometraggio sarà Gli eterni stranieri, e sta inoltre lavorando a un film su Lord Byron.

È stata poi la volta di Marco Costa. presentato da Andrea Dianetti. Il regista, che ha iniziato come scrittore di horror-love stories – cosa che ha interessato non poco gli inviati Neri – ha deliziato la platea con la sua verve e intelligenza, mandando in visione un suo corto del 2006 con Claudio Santamaria, Luca Argentero e colonna sonora di Morgan.

Guarda Il quarto sesso:

 

Pino Quartullo, presentato da Massimo Ganimberti, ha proposto il cortometraggio Exit, diretto insieme a Stefano Reali, il cui tema è la “necessità” del cinema. Il cortometraggio ha vinto la “Concha de oro” al Festival di San Sebastian e ha ottenuto la Nomination all’Oscar nel 1987 per il miglior cortometraggio (Academy of Motion Picture Arts and Sciences, 1986).  Prodotto quattro anni prima di Nuovo Cinema Paradiso, per la trasmissione “Passione mia”, con Monica Vitti.

Poi è stata la volta del meraviglioso duo Ricci/Forte presentati da Andrea Dianetti. I due hanno esordito mandando direttamente in visione questo capolavoro (Some Disordered Christmas Interior Geometries) e mandando in visibilio i due inviati Neri.

Guarda anche tu il corto:

 

I due sono andati dritti al sodo. Hanno spiegato che il loro lavoro racconta la difficoltà dell’individuo. Inoltre, hanno chiarito come per loro pubblico e performer siano la stessa cosa. I giovani artisti hanno anche chiarito come sia necessario fare arte prescindendo dai media, per cui è indifferente che siano la televisione, il teatro o il cinema, l’importante è il messaggio. Si sono definiti come Picconatori di dubbi che amano fare delle traversate d’incertezza. Gli iniviati Neri hanno considerato quanto fosse nero tutto ciò mentre i due mandavano in visione uno stralcio del loro ultimo lavoro, Grimmless, ispirato alle favole dei fratelli Grimm. Un altro loro cortometraggio è 100% furioso, ispirato all’Orlando Furioso.

Guarda Grimmless (senza audio, per questioni di copyright):

Interessante il concetto da loro esposto in cui non confondono mai i linguaggi. La grammatica cinematografica viene impiegata per amplificare il linguaggio teatrale ma, per il duo prodigio, restano due elementi distinti.

Il nostro Alberto Cattaneo con Salvatore Insana

 

La serata si è conclusa con la visione del cortometraggio Rosso Vivo per la regia di Annamaria Liguori. Rosso Vivo è un’opera di marketing sociale di circa 12 minuti, il cui obiettivo è sensibilizzare e incentivare l’attività della donazione di sangue. Si segnala la presenza del Prof. Mandelli, per la prima volta sullo schermo.

(Alberto Cattaneo e Luigi Bonaro)


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