Fire Spirit, di Graham Masterton

Graham Masterton
Fire Spirit
Severn House Publishing, 2010

Credo che l’inglese Graham Masterton sia uno degli autori horror più prolifici a livello mondiale, al punto che è davvero difficile seguire tutte le sue pubblicazioni. Per un certo periodo, tra il finire degli anni Settanta e gli Ottanta, ha goduto di una certa notorietà anche dalla nostre parti e alcuni dei suoi romanzi sono stati riportati alla luce dalla vecchia Gargoyle Books. Uno dei suoi classici, Manitou, è diventato un film nel 1978, uscito in Italia con il titolo Manitù, lo spirito del male.

Ho letto molti suoi lavori e devo dire che difficilmente ne sono rimasto deluso.

Ma veniamo al nostro Fire Spirit. Ruth è una detective e si occupa – guarda un po’ – proprio di incendi. Presto si trova a indagare su casi di fuochi non facilmente spiegabili e accomunati dagli stessi elementi: morti plurime e la presenza sulla scena sempre dello stesso bambino pallido. Quello che Ruth scoprirà, grazie anche alla sensibilità superiore della figlia affetta da sindome di Williams, è che tali incendi sono dei rituali il cui scopo è liberare tutto il nono cerchio dell’Inferno sulla Terra.

Ammetto che Masterton ha sempre brillato per una certa fantasia. Alcuni suoi libri (The Doorkeepers ad esempio, che considero una delle sue opere migliori) sono davvero entusiasmanti anche solo per il genio espresso. In questo caso, purtroppo, quest’elemento manca. Il romanzo scorre via in modo abbastanza lineare e il colpo di scena che mi aspettavo non è mai arrivato.

Questo per quanto riguarda gli aspetti negativi. Per fortuna ce ne sono molti positivi. Lo stile dell’autore è come sempre chiaro e scorrevole: il romanzo si legge tutto d’un fiato senza alcuna fatica. I personaggi principali sono caratterizzati molto bene, anche se forse la scelta di lasciare in ombra due membri della famiglia di Ruth è discutibile: in questo modo l’effetto drammatico del finale si perde un po’.

La parte migliore è sicuramente quella più specificatamente horror. Le scene degli omicidi rituali a opera degli assassini mascherati sono scritte in modo egregio e molto a effetto. Il rischio era quello di ripetersi e invece Masterton riesce a variare il tema, creando delle situazioni spaventose che rimangono facilmente impresse nella mente del lettore.

Il finale è apocalittico con un ritorno a sorpresa che dà un tocco drammatico alla lettura, senza sconfinare – per fortuna – nel melenso.

Nel complesso Fire Spirit è un romanzo piacevole ma che non offre molto di più di qualche ora d’intrattenimento. Consigliato ai veri amanti dell’horror classico.

Tre revolver e mezzo.

(Mauro Saracino)


This entry was posted in The Interpreter and tagged , . Bookmark the permalink.