Bastardo numero uno, di Janet Evanovich

Io sono una lettrice onnivora e disordinata. Passo mesi senza aprire un romanzo, poi ne ingollo tre o quattro di seguito, il più delle volte comprati in maniera compulsiva senza nessuna idea della trama o dei personaggi, solo perché mi piacciono il titolo o la copertina. A Bastardo numero Uno proprio non ho saputo resistere! Solo in seguito ho scoperto che questo è il primo di una lunga serie di romanzi scritti dall’autrice Janet Evanovich e che ha avuto un grossissimo successo negli States. Da poco Salani ha pubblicato un nuovo capitolo della saga dal titolo Sei nei guai. Ma a noi piace fare le cose per bene quindi eccovi l’inizio della storia. Il numero uno. Bastardo numero Uno.

Avevo intenzione di comprare una bomboletta di spray antiaggressione.

Non ero molto brava con la pistola, ma con la lacca non mi batteva nessuno.

Stephanie Plum non ha il fisico, o meglio, ce l’ha ma non è certo quello più adatto a spacciarsi per una temibile agente di recupero, un modo appena più elegante per definire una cacciatrice di taglie. Lei odia correre, usa lacca e rossetto in quantità, va in giro con tacchi e short. Eppure, licenziata dal suo lavoro di rappresentante di biancheria intima, mentre i mobili e gli elettrodomestici di casa spariscono inghiottiti dalle inesorabili fauci del monte dei pegni, quel lavoro pare essere l’unica possibilità che le resta per sopravvivere. È sufficiente che la disoccupata e depressa Stephanie dica due paroline allo spregevole cugino Vinnie ricordandogli i suoi discutibili gusti sessuali che voilà il lavoro è tutto suo. Un recupero da diecimila dollari netti. Tutto perfetto, se non fosse che il caso in questione si chiama Joe Morelli. Il figo più figo del quartiere che anni prima l’ha coinvolta in fugaci approcci sessuali dietro il bancone di una pasticceria. Quale miglior occasione per vendicare la ferita sul suo cuore di adolescente? L’unico problema è che Stephanie di indagini, recupero e maniere forti non ne capisce un bel niente. Riuscirà nella sua missione di afferrare il pericoloso malvivente e ritrovare un equilibrio esistenziale grazie a quella nuova occupazione?

Come abbiamo anticipato, Bastardo numero Uno è il primo di una lunga serie di romanzi di Janet Evanovich che ha come protagonista Stephanie Plum. Un successo così clamoroso da contare milioni e milioni di copie vendute in tutto il mondo, una quantità enorme

di premi e recensioni positive e una larga schiera di fan. Qual è il segreto di questo successo? Di certo uno dei punti di forza della Evanovich è nello stile molto fresco e leggero, nella capacità di mantenere un tono sempre ironico anche nelle situazioni più disperate. In tutto il romanzo si sente forte il pericolo che incombe sull’incauta protagonista, eppure la lettura strappa più di un sorriso e non delude. Non siamo di fronte a una pseudo Bridget Jones dell’investigazione ma a un personaggio che ha un suo spessore e una sua personalità assolutamente definiti e accattivanti. Un libro completo insomma. Azione, amore, sesso, intrighi, vendette, dissapori. Nelle storie di Stephanie non manca nulla. L’unico neo, o forse vantaggio, ma va comunque segnalato, è un taglio decisamente al femminile della storia. Per una lettrice la Plum è un personaggio con cui si crea un’immediata empatia ma non sono certa che per un lettore sarebbe lo stesso. Potrebbe trovare interessanti certe trovate pruriginose, forse, ma poco più di questo. Un thriller scritto da una donna per le donne quindi e forse proprio in questo sta la sua peculiarità.

Un’ultima segnalazione riguarda le edizioni.

Il romanzo è stato edito in Italia in una prima versione (1994) da Sperling e Kupfer con il titolo Tutto per denaro. La recensione si basa invece sull’edizione Salani del 2007.

(Laura Platamone)

 


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