Antichi sospiri, di Anna Valeria Cipolla D’Abruzzo

antichisospiriTitolo: Antichi sospiri
Autore: Anna Valeria Cipolla D’Abruzzo
Editore: La Mela Avvelenata
Formato: ePub
Anno: 2014
Prezzo: 0,99 euro

Sinossi:
Agata, una ragazza lucana, viene trovata accoltellata e senza utero sul pianerottolo di un palazzo a Roma. Il suo corpo giace su uno strato di rose rosse.
In uno scenario surreale – nell’amoralità e nell’incesto passato e presente, tra antichi riti pagani che s’intrecciano alla realtà odierna, in mezzo a lotte senza tempo tra spettri della tradizione romana – si ricostruiscono le ultime ore di vita della vittima. A indagare sul suo decesso c’è il Tenente dei Carabinieri Ilario Corzullo, che in lei rivede l’innocenza della figlia.

La recensione di Nero Cafè:
Questa novella, composta da una cinquantina di pagine, ha il grande pregio di essere convincente e coinvolgente fin dall’inizio.
L’insolitamente calda notte romana ci dà il benvenuto e ci avvolge mischiando profumi femminili, musica, sangue, paura, frenesia e, per ultimo, l’odore di quelle rose che sono il letto di morte di Agata, che smette di essere solo e soltanto il corpo senza vita di una sfortunata e giovanissima ragazza lucana quando l’autrice (tornando alle ore precedenti l’omicidio) decide di invitarci alla festa che sarà poi teatro di una serie di orrori e abusi.
Alla festa ci lasciamo stordire dalla ricchezza, dai colori, dai suoni, dalla gente. Ammiriamo Petra, le sue curve e i suoi abiti ma allo stesso tempo proviamo disagio e irrequietezza per tutto ciò che ci circonda, vediamo e viviamo. Dobbiamo scappare con Agata lungo scale che paiono infinite. Chiudiamo porte alle nostre spalle, cerchiamo rifugio e ansimiamo e tremiamo di paura. Lei non lo sa, ma noi sì: morirà. Ma prima di morire riceverà un dono immenso: conoscerà e riconoscerà l’amore vero che sempre ritorna, perché nulla è perduto davvero, anche quando sembra che la parola fine sia stata scritta da mani impietose. Ilario, padre di famiglia, uomo come tanti che tenta di difendere la sua famiglia unendo presente e passato, superstizione e realtà, ha infine ragione: qualcosa dal passato è tornato per fare male, ferire e chiedere giustizia a qualunque costo.
Avvolti in un’atmosfera onirica e perduta nel tempo, amore e odio, giustizia e ingiustizia, presente e passato, orrore e bellezza convivono in questa novella con insospettabile grazia.

(Caterina Bovoli)


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