Troll fastidioso, di Maurizio Bertino

Racconto vincitore di Minuti Contati – XXII Edizione

– Nonno! Mi racconti la storia della caccia al troll?
Mario cominciò a battere i pugni sul materasso.
– Ancora una volta! Ti prego!
Il nonno, sul dondolo accanto al letto, reclinò leggermente la testa.
– La racconto io, tu correggimi! – Mario si mise a gambe incrociate. – Allora, c’è questo troll, giusto? E bussa alle porte e tutti si spaventano, vero?
Guardò il nonno in cerca di approvazione. Questi assentì con il capo.
– E lui dice che cerca aiuto, che non lo vogliono perché è brutto, cattivo e fastidioso! E tu mi hai guardato! E io ti ho fatto “no” perché faceva schifo anche a me e tu l’hai fatto entrare lo stesso perché quello ti aveva puntato il lungo coltello, giusto?
Il nonno sembrò titubante, ma assentì.
– E poi io volevo giocare, ma lui aveva paura e allora l’ho rapito e l’ho portato nella mia casetta e poi… Non mi piace questa storia!
Mario si alzò, contrariato. Aprì un cassetto e ne estrasse un lungo coltello.
– Sei noioso e fastidioso anche tu!
Si avvicinò all’uomo che chiamava nonno, legato e imbavagliato, e gli tagliò la testa.
Prese una tavola di legno, dimensioni quadro, da una pila accanto al letto. Ci inchiodò la testa. Prese il pennello e la vernice verde e diede una prima passata. Fece una pausa per far prendere il colore e guardò la parete alle sue spalle. Ebbe un sussulto: il troll numero sette, l’idraulico che aveva rapito nella città vicina, aveva perso il colore sotto il naso.
– Fermo!
Agenti nella stanza delle fiabe. Avevano trovato la sua casetta nel bosco. Cadde riverso trascinando con se due di loro, a uno aveva spezzato il collo.
Morì, nel sollievo generale.


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