Regalo di Natale, di Biancamaria Massaro

Occhiali spessi, acconciatura fuori moda e vestiti scialbi: Diana è la classica segretaria zitella, quella sempre presente, silenziosa ed efficiente, indispensabile per mandare avanti un ufficio, ma facilmente dimenticabile da colleghi e visitatori. È la prima ad arrivare e l’ultima a uscire, concedendosi solo una breve pausa per il pranzo. Quando non è al lavoro, passa la maggior parte del tempo a casa, senza nessuna compagnia. Per fortuna la nonna le ha insegnato a lavorare a maglia e a uncinetto, perfino a ricamare, perciò non si annoia mai. A Diana piace usare le mani, la rilassa. È diventata brava, non deve più seguire gli schemi tracciati da altri ed esegue solo capi di sua invenzione. Piacciono a tutti, ma li realizza solo per le persone care.
Per anni ogni inverno ha vestito da capo a piedi Filippo e Anna, i figli del fratello. Erano bellissimi e suscitavano l’ammirazione di tutto il vicinato e delle mamme dei loro compagni di scuola. Adesso sono grandi e vogliono seguire la moda, perciò indossano con imbarazzo i golf che con tanta pazienza Diana ha creato apposta per loro. Se li mettono solo per venirla a trovare, per accontentare la zia zitella, quella che non ha mai conosciuto l’amore.
Come si sbagliano!
Diana ha amato tanto, di un amore travolgente, passionale ed eterno, ma non basta amare per essere riamati, almeno non con la stessa intensità. Per Francesco, Diana ha perso tutto, perfino il bambino che l’uomo non poteva permettersi di avere a inizio carriera. Non poteva permettersi soprattutto una storia con la sua segretaria, dopo che si era appena fidanzato con Clara, la figlia del capo. E così Francesco si è sposato, lasciando a Diana il ruolo di damigella al matrimonio e di madrina ai gemelli che sono nati poco dopo. L’ha tenuta come segretaria e per un po’ come amante, almeno finché non si è stancato. Sempre con il sorriso sulle labbra, Diana non si è licenziata, diventando perfino la migliore amica della donna che le aveva rubato l’amore. Ogni Natale le fa perfino dei regali che realizza lei stessa. All’inizio centrini, una volta una tovaglia ricamata e tantissimi vestitini per i bambini, mai niente di personale che potesse indossare. Quest’anno che i gemelli ormai sono cresciuti, ha pensato solo a lei: uno scialle rosa antico, impreziosito con fiori ricamati e sottilissime frange. Diana è certa che se lo metterà per il Cenone di Capodanno.

Nella propria vita un romano vede la neve tre, massimo quattro volte nella sua città. Fa sempre troppo freddo o troppo caldo per nevicare. Quest’anno si gela e Clara non vorrebbe uscire, però Francesco insiste tanto: alla cena incontreranno le “persone che contano”, quelle che possono aiutarlo a ottenere il prestito necessario per modernizzare l’azienda che suo padre lascia ormai dirigere al genero. Non possono mancare e devono pure vestirsi eleganti, anche se Clara rabbrividisce al solo pensiero delle spalle scoperte… per fortuna che la segretaria del marito le ha regalato uno scialle. Non sa come abbia fatto a ricordarsi il suo colore preferito e quanto tempo abbia impiegato per realizzare tutte quelle roselline, di certo Francesco non l’ha ringraziata abbastanza. Ogni anno le regala un paio di banalissime bottiglie di spumante, augurandole di aprirle con le persone care, pur sapendo che a Natale va dal fratello, poi passa tutte le feste da sola. Non si è mai sposata ed è un peccato: si vede che ama i bambini e sarebbe stata un’ottima madre.
Davanti allo specchio della camera da letto Clara si fa aiutare dal marito a chiudere il collier e gli orecchini di diamanti, poi si prova lo scialle, controllando che le frange non si impiglino ai gioielli. Le sta molto bene e le rifinisce con gusto il vestito, però le lascia troppo scoperta la gola. Lo arrotola allora su stesso e lo indossa di nuovo: vuole scoprire se, quando andranno sulla terrazza del circolo a vedere i fuochi d’artificio, potrà usarlo come sciarpa.
Sì, è abbastanza grande, anche se così è troppo stretto. Cerca di toglierselo, ma le roselline si sono impigliate ai pendagli della collana. Non riesce a liberarsi, perciò chiama il marito, sempre più seccato per l’ennesimo motivo di ritardo. Francesco cerca di fare molta attenzione, non vuole strappare la collana per salvare il lavoro della sua segretaria, ma ha le dita troppo grandi, impacciate. Riesce a sganciare il gioiello e a separarlo dai fiori ricamati, però nel frattempo ha stretto ancora di più l’indumento intorno alla gola della moglie.
La donna adesso fa fatica a respirare, tossisce, si muove senza controllo. Francesco prova ad allargare lo scialle, ma ottiene l’effetto contrario. Clara ha lo sguardo cianotico, l’aria non le arriva più ai polmoni. Agitandosi, graffia in faccia il marito. Il nodo è diventato troppo stretto, bisogna tagliarlo. Francesco afferra il tagliacarte poggiato sul comò. In quel momento Clara fa un movimento brusco, improvviso. Senza volerlo, Francesco la colpisce al ventre. La lama entra in profondità e il sangue esce veloce, inarrestabile.
Solo adesso lo scialle si snoda e finisce a terra. Clara ci cade sopra.
L’ambulanza, accompagnata da un paio di volanti, arriva troppo tardi. I poliziotti ricostruiscono l’accaduto in base a quello che vedono: il volto di Francesco graffiato, i segni sul collo di Clara e il tagliacarte ancora conficcato nello stomaco. All’alba arrestano Francesco per omicidio, l’ultimo femminicidio del 2012, e raccolgono come prova lo scialle macchiato di sangue.

Il primo dell’anno la neve regala a Roma un aspetto incantato. Quasi spettrale, quando cala la notte e i pochi lampioni accesi non bastano a illuminare le strade. Diana si volta verso la finestra e osserva per qualche istante gli alberi imbiancati, poi riprende il suo lavoro, soddisfatta. Sta ricamando una tovaglia. Il disegno è piuttosto macabro e insolito: ritrae un uomo che accoltella una donna. Il sangue è di un realismo eccessivo, sembra quasi gocciolare dal tessuto. Diana sorride, sapendo che ai suoi nipotini piacerà molto. Avrebbe dovuto finirla per il 31 ottobre passato, ma lo scialle per Clara le ha portato via più tempo del previsto. Pazienza, sarà pronta per Halloween prossimo. Sarà una notte stregata, proprio come deve essere per celebrare degnamente la Vigilia di Ognissanti, la festa delle streghe… come lei.


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