Io odio il Natale, di Laura Platamone

«Hai presente feste? Hai presente peste? Se fanno rima un motivo ci sarà!»
«Ma tesoro-cuore-amore non puoi parlare così… è Natale!»
«Natale un cazzo! Io odio il Natale».
«Ma come fai! Natale piace a tutti, si fanno i regali, si mangiano cose buone, in tivvù fanno un sacco di film meravigliosi».
«Odio i regali, mangiare fa ingrassare e i film che tu dici meravigliosi sono il peggio della produzione cinematografica degli ultimi trent’anni».
«Non è possibile, di certo questa repulsione deve essere legata a qualche brutto ricordo».
«L’unico brutto ricordo della mia vita risale al giorno in cui ti ho conosciuto!»
«Ma su zuccherino non essere acida… e l’albero di Natale? Guarda che bello con tutte quelle lucine colorate!»
«Bleah! Hanno un effetto psicotropo. Sono odiose e fastidiose e irritanti».
«Psicotropo? Ma che vuol dire?»

Patty sapeva bene che a quell’ora doveva essere a letto e invece si era nascosta dietro il divano e parlava con Gatto. A 10 anni ormai era quasi certa che quel Babbo Natale fosse solo una stupida invenzione dei suoi genitori. Però Gatto le aveva suggerito di aspettare in silenzio per averne conferma e lei al suo amico peloso lo ascoltava sempre. Mentre contavano i secondi – lei i pari e lui i dispari – rapiti dal bagliore intermittente di luci di mille colori, qualcuno entrò nella stanza. Non era passato dal camino come raccontavano le storie ma era entrato dalla porta aprendo con le chiavi.
C’è qualcosa che non mi convince, aveva pensato tra sé e sé la piccola, quindi aveva sbirciato oltre il divano e scorto la figura che fugace si muoveva verso l’albero con un grosso sacco. Abito rosso, barba bianca. Non c’era dubbio, si trattava di lui.
E adesso perché, invece di tornare indietro, dopo aver vuotato il sacco, saliva al piano di sopra?
Patty aspettò qualche minuto poi anche lei sgusciò su per le scale. La porta della camera di mamma e papà era socchiusa. Da dentro arrivavano strani rumori. Forse Babbo Natale aveva un regalo anche per loro. Si accostò per guardare e non capì subito…
«Su bella bambina vieni a scartare il tuo regalo!»
«Speriamo sia bello grosso!»
«Puoi contarci!»
Ma… ma… cosa stava facendo la mamma? Perché era nuda? E perché Babbo Natale le si era steso addosso?

«Senti, io non ce l’ho con te, ma se non ti levi subito quel cappello da Babbo Natale giuro che non rispondo più di me».
Gianni ovviamente non ne aveva alcuna intenzione, la sua idea sul proseguimento della serata era più che chiara.
Non ebbe il tempo di pentirsi delle sue ultime parole.
«Su bella bambina… vieni a scartare il tuo regalo».

Psicotropo: Detto di oggetto che agisce o influisce sui processi psicologici.


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