Vicolo del precipizio, di Remo Bassini

Fonte: Perdisa, collana Corsari

Tiziano ha 45 anni, è nato a Cortona e vive a Torino. Si considera un ex scrittore perché ha pubblicato un solo libro da giovane. Ha rinunciato quando ha conosciuto una certa editoria, quella fatta di scambi di favori e di squallidi prodotti commerciali. La stessa per cui oggi lavora. Da anni infatti è un ghostwriter, pagato per rielaborare manoscritti scadenti e farne libri di successo.
Ora però ha deciso di tornare a scrivere. Vicolo del Precipizio sarà il titolo del suo nuovo libro, una raccolta di fatti ambientati a Cortona, il paese dove Tiziano è cresciuto: storie toscane, leggende contadine, episodi di cronaca nera che si mescolano a ricordi personali. Pagina dopo pagina, il passato prende corpo in parallelo al presente, restituisce un senso alla scrittura e riporta Tiziano di fronte ai suoi fantasmi.
Perché uno scrittore senza fantasmi non è uno scrittore.

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Bassini costruisce un affascinante gioco a incastri, in cui intreccia realtà e finzione, passato e presente, racconto e metaracconto. Se da un lato il personaggio dell’editor incarna il conflitto tra la libertà della scrittura e il guadagno economico legato a essa, da un altro lato è l’autore stesso a interrogarsi sul senso ultimo della narrazione, arrivando a formulare il suo personale atto d’accusa al mercato editoriale di oggi: una riflessione senza sconti sul mestiere di scrivere.

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Remo Bassini, nato a Cortona (Arezzo) nel settembre del 1956, vive e lavora a Vercelli. Giornalista, è direttore del bisettimanale locale “La Sesia”; ha seguito insieme a Marco Travaglio diverse vicende vercellesi di Tangentopoli. Scrittore sociale, agitatore culturale e voce nota del web grazie soprattutto al suo blog www.remobassini.it, Remo Bassini interagisce in rete con i suoi numerosissimi lettori senza risparmiarsi, con grande generosità, in una sorta di grande forum aperto sui temi sociali a lui più cari (la provincia in tutte le sue sfaccettature, la corruzione della politica, il lavoro, il potere, le mafie, tutte). Da questi temi e dagli episodi di cronaca in cui si è imbattuto nella sua attività di giornalista, Bassini ha sempre tratto spunto per i suoi romanzi. Nel 2006 ha pubblicato Dicono di Clelia (Mursia) e a distanza di pochi mesi Lo scommettitore (Fernandel), romanzo di denuncia sui professionisti al servizio dei politici, con una postfazione di Marco Travaglio. “Libro del mese” della trasmissione di Rai Radio 3 Fahrenheit nel luglio 2006, è stato candidato al titolo di libro dell’anno, premio poi assegnato a Roberto Saviano. Nel 2007 ha scritto La donna che parlava con i morti (Newton Compton) a cui è seguito, tre anni dopo, Bastardo posto (Perdisa Pop).


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