Concorso Orrorinversi

orrorinversi_1Unico-verso.
Mai sentito parlare della Teoria del Tutto? Il mio primo approccio a questa teoria è avvenuta con la lettura de Il richiamo di Cthulhu di H.P. Lovecraft, ma solo in seguito ho scoperto che la fisica teorica da anni sta cercando di elaborare una teoria che spieghi e colleghi tutti i fenomeni fisici conosciuti, con degli esiti molto diversi da quelli prospettati da Mr. H.P.
Ho un animo troppo grezzo per occuparmi di poesia e poi non vado oltre la rima cuore/amore/dolore, che ha anche un suo senso ma è ormai diventato il distintivo del pessimo poeta o il ritornello preferito da non meno di vent’anni di alcuni cantanti, eppure un giorno mi è capitato di riflettere sulla strana assonanza tra universo e unico verso; che non sia solo una contrazione dei due vocaboli? La teoria del tutto non è il tentativo di scrivere quell’unico verso che descriva il funzionamento e l’essenza di tutto l’universo? Alcuni sostengono che se mai riusciranno a formularla, potrebbe essere molto semplice al pari dell’equazione E = mc2. Per come sono allergico all’omnicomprensività della metafisica, sospetto che una tale impresa possa mettere in moto i rulli compressori che “livellino” le singolarità, ma se alzo agli occhi vedo che l’universo è una cosa sola… e allora il dubbio rimane!kindlevergnani
Il sito www.scheletri.com ha indetto la sesta edizione del concorso Orrorinversi e qui potete trovare il regolamento. Un’iniziativa che ha messo a dura prova le penne dei migliori poeti horror della rete e raccoglie sempre più adesioni. Quest’anno in palio c’è un e-reader Kindle, in cui è compresa la versione digitale de Per ironia della morte di Claudio Vergnani edito da Nero Press.
Molti sono portati a pensare che la poesia sia così nobile da non doversi “sporcare” con materiali impuri e debba, in qualche modo, rimanere chiusa in mezzo alla bellezza e allo struggimento, come di norma avviene per tutta l’arte rinchiusa nei musei e uccisa dalla catalogazione e dalle facili etichette.
La poesia è vita e nei suoi versi può anche rimanere impigliato l’orrore.

(Mirko Giacchetti)


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