Cessiamo di uccidere i morti, impariamo ad ascoltarli da vivi

Sarebbe molto facile unirsi al coro di quanti gridano il proprio sdegno, troppo spesso morboso, per la morte del piccolo Loris Stival.

La redazione di Nero Cafè, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine e sperando nella collaborazione dei ragusani, preferisce attendere prima di commentare.

Invece di inserire un’immagine del bambino, della scena del crimine, della madre disperata o un’altra delle tante che potete trovare in rete e nei media, abbiamo deciso di proporvi la poesia di Giuseppe Ungaretti, intitolata Non gridate più, che ci esorta a tacere perché la violenza delle parole può uccidere ancora i morti di cui non riusciamo più a sentire la voce.

E che avremmo fatto meglio ad ascoltare da vivi, aggiungiamo noi. 

Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo

(La redazione di Nero Cafè)


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