I vincitori del contest “Exilium Signed”

Siamo finalmente giunti all’estrazione del vincitore del contest “Exilium signed” che vedeva in palio una copia del libro Exilium – L’Inferno di Dante, autografata dall’autore Kim Paffenroth.

Sono stati esclusi dalla tenzone i redattori di Nero Cafè che, pur avendo condiviso la notizia su altri blog, portali o riviste, ci è parso giusto dovessero cedere il passo a recensori e lettori esterni. Perciò, ad aggiudicarsi la copia firmata è Sonia Tortora, per il suo commento su IBS, che ci piace riportare: “Kim Paffenroth, autore del romanzo Exilium, ha percorso una strada ambiziosa: aprire all’horror le porte della letteratura con un protagonista d’eccezione. Dante Alighieri, in uno dei suoi viaggi nell’Europa dell’Est si imbatte in una popolazione di morti viventi affamati di sangue e carne umana, per sopravvivere si trova a doverli combattere… ma forse saranno proprio queste creature a ispirarlo successivamente nella stesura dell’inferno. Il letterato che ci viene mostrato non è l’eroe imbattibile, ma un uomo con le sue debolezze e i suoi difetti, che se vuole tornare a casa deve combattere senza tirarsi indietro. Gli elementi horror presenti nel testo riescono a tenere il lettore in tensione fino alla fine, ma la fluidità della scrittura fa scivolare veloci fino alla fine senza neanche rendersene conto.” 

Di seguito, la stampata dell’estrazione, eseguita online.

Inoltre, viene assegnato il premio per la migliore recensione a Mario Sellitri, le cui parole potete leggere su Mangialibri, ma della cui ottima analisi riportiamo un breve estratto qui di seguito:

“Tra le righe di quest’opera potremo trovare anche più di un’eco di quanto studiato sui banchi di scuola, su tutte l’ispirazione di Dante per la creazione letteraria di figure come il Conte Ugolino o l’arcivescovo Ruggeri. Potremo anche riscoprire la figura dell’Alighieri come uomo pio, combattuto e profondo in continuo conflitto tra spinte celesti interiori e una realtà esterna tutt’altro che edificante. Un pilastro della nostra cultura rivisitato in una maniera molto avvincente e godibile che, nonostante l’alto tasso di fantasia, può comunque regalare qualche spunto di riflessione più profondo. La narrazione è infatti priva di sbavature e si rivela essere in ogni pagina coerente e realistica rispetto alla seppur bizzarra ipotesi di fondo. Si dimostra anche storicamente fedele al tempo descritto, grazie ai vari riferimenti sulla mentalità e sui comportamenti dei contemporanei di Dante, su tutti il concetto di religiosità. Grande attenzione viene data inoltre anche al comparto lessicale, in cui possiamo osservare come il Sommo Poeta avrebbe potuto rapportarsi a lingue a lui sconosciute. I personaggi poi sono tratteggiati con grande maestria e nei loro dialoghi possiamo, anche in questo caso, trovare fortissimi richiami danteschi”.

 


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