Un giorno a Milano, di AA.VV.

un giorno a MilanoMetti che un giorno…
Allora, iniziamo. Ogni mattina in Africa una gazzella e un leone… tranquilli, mi fermo subito. La conoscete tutti, vi è chiara la morale e ogni parodia che ne è stata fatta. Alla fine, quello che conta è correre più veloce e meglio di Forrest Gump, poi tutto il resto si vedrà. Ecco, vista così la vita è cosa semplice, ma siamo sicuri che sia solo tutta una questione di gambe?
Un giorno a Milano è un’antologia di racconti a calibro 9 che ronzano come proiettili e omaggiano l’eredità noir di Giorgio Scerbanenco e Renato Olivieri.
Nell’arco di una giornata novembrina, quando ogni contorno sfuma nella nebbia e il gelo stritola le ossa, Milano rivive nelle storie inedite dei nove autori coinvolti; ventiquattro ore di ordinaria criminalità meneghina raccontato da chi, in questi anni, ne osserva l’anima nera.

Ad aprire le danze è Stefano Di Marino con Kanun – Codice della vendetta in cui il Professionista dovrà saldare un vecchio debito, rispettare le usanze di una terra straniera e aiutare a distribuire una giustizia dal sapore aspro.

Segue Giancarlo Narciso e il suo Un nome su una lista: Bruno Moroni, in arte Butch, di professione investigatore privato, è alle prese con un divorzio che nemmeno un baro si poteva sognare.

Milano brilla nel racconto di Ferdinando Pastori, Un diamante non è per sempre; Fabio Peleari, investigatore privato senza licenza, narcolettico e al servizio di chi con la legge non vuole avere nulla a che fare, ha il compito di stanare il “presunto innocente” rimasto impigliato nei dettagli di un omicidio.

Si spinge oltre i bordi Paolo Roversi, l’ideatore dell’antologia, che ci porta Ai confini della metropoli. Enrico Radeschi, giornalista “Vespamunito” si scontra con l’efferatezza di un omicidio di periferia, dove il degrado ha una brutta anima di cemento.

Il giorno prosegue nelle parole di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, tre autori che formano insieme uno scrittore solo, per ricordarci che Chi non risica non rosica. Una rapina all’ufficio postale, tre ragazzi, la Legge e un punto di svolta che nessuno aveva considerato.

Al ritmo ci pensa Andrea Carlo Cappi, il curatore della raccolta, pizzicando le note di piombo in Yo no soy marinero. Medina e la sua squadra porteranno a termine un piano studiato da altri, solo per capire chi è il capitano della barca.

Giuseppe Foderaro sprofonda nella Milano sessuale immediatamente, Ex abrupto. Talvolta ci si chiede cosa ha in testa certa gente; quale pensiero occupa la mente di uno stupratore seriale e quali ferite distruggono la psiche delle vittime.

Alla guida, per le vie della città, Francesco Perizzolo con a bordo La persona sbagliata. La vita del mercenario Doc e quella di Marta cambieranno per sempre a causa di una piccola infrazione stradale.

Il tempo scorre con ansia nei preparativi di Francesco G. Lugli, anche se quel Maledetto anticipo rischia di farlo impazzire. Niente e nessuno potrà fermare il giovane ingegnere dal presentarsi puntuale all’appuntamento della vita: un colloquio per un posto fisso. Niente e nessuno si diceva, tranne un casting di moda.

Ognuno dei racconti è ambientato in una precisa zona di Milano e insieme formano una piccola odissea; per la prima volta, i personaggi seriali creati dai diversi autori esistono e agiscono sullo stesso piano spazio-tempo e le loro storie si incontrano nei piccoli dettagli di una città senza pietà. Una serie di avvenimenti, riferimenti e rimandi che creano una sottile ragnatela che imprigiona tutti i destini e originano una dimensione unica in cui la realtà viene messa a nudo. Gli autori riescono a cogliere lo spirito di una città dura in cui nulla è rassicurante e ne esibiscono l’anima del sottobosco criminale.
Dai tempi di Scerbanenco e Olivieri molte cose sono cambiate e Un giorno a Milano riesce a cogliere bene una società lontana dal boom economico, ormai disillusa e sempre più precaria, che ha perso la fiducia e spalanca le porte alla vendetta o, se preferite, a un’altra giustizia così differente da quella umana.
Lo stile di scrittura è secco, raschia e lascia il segno; gli autori, a seconda della loro esperienza e sensibilità artistica, hanno saputo cogliere i lati oscuri della città per sbatterceli sul muso, come uno schiaffo a ciel sereno.
Sembra che si sia detto tutto, cos’altro rimane? Forse, l’introduzione di Andrea G. Pinketts? Ne vogliamo parlare?
Direi che non è possibile. Come molti dei suoi scritti, ogni tentativo di parlare della sua scrittura e di evidenziare la filigrana che l’attraversa è un’attività da falsario, come mettere in circolo una banconota da venticinque euro.

Un giorno a Milano, di AA.VV., prefazione di Andrea G. Pinketts, Novecento Editore, Gialli e noir metropolitani Calibro 9. 287 pagine € 9,90. Disponibile.

(Mirko Giacchetti)


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