Torre di controllo, di Giuseppe Foderaro

“Torre di controllo” (Sangel Edizioni) è il nuovo romanzo di Giuseppe Foderaro.

L’autore è nato a Catanzaro nel 1973. Dopo aver vissuto a Roma, nel 2003 si è trasferito a Milano. Già musicista, la sua attività creativa è legata alla frequentazione degli ambienti underground londinesi e newyorchesi. Tra le altre cose, ha scritto racconti per Thriller Magazine, Sherlock Magazine, Sugarpulp, Borderfiction, Progetto Babele, KULT Underground, e per la guida “Giallo e Noir” di SuperEva.it. Il suo sito web è: www.giuseppefoderaro.com.

La Trama: Per Sauro Badalamenti, investigatore assicurativo in Piazza de Angeli a Milano, tutto comincia così. Con una terribile esplosione sui tetti dello stabilimento della Coop in Via Benadir. Un caso banale, all’apparenza. Una fabbrica clandestina di fuochi d’artificio che è saltata in aria, portandosi via la vita di molti. Ma è proprio lì che trova, accanto al corpo dilaniato della più giovane fra le vittime, un libro rilegato a mano, pieno di inquietanti disegni tratteggiati a nero di china e giallo fosforescente. Non sa nemmeno perché ma lui, quel libro, lo porta via con sé. Quello che non sa è che lì dentro troverà descritti delitti che ancora non sono accaduti, quello che non sa è che quel libro racchiude anche il suo destino, quello che non sa è che, in mezzo a quelle pagine, tra disegni ossessivi e racconti allucinati, si anticipa la sua stessa morte.

In una Milano indifferente a tutto tranne che a se stessa, c’è qualcuno nell’ombra che, protetto dal suo buon nome, uccide fanciulle a colpi di spranga. Ma prima le tiene segregate per mesi, fracassando loro le ossa una dopo l’altra, mantenendole in vita solo per il piacere di rifarlo ancora, e ancora, e ancora. Non è cosa che passi inosservata. Nella confusione tentacolare della città c’è qualcuno che un giorno per noia, con la moglie o con l’amante, ha sconfinato in un mondo che non era il suo. E ne è rimasto talmente soggiogato al punto che, ora, fingere non gli basta più. Qualcuno che si spinge ancora oltre, che mischia erotismo e sesso con la violenza e col dolore. Qualcuno abbastanza carismatico e affascinante da poter avvicinare ragazze tra loro così diverse. Ragazze che, come Biancaneve, non sanno, forse, che nel bosco di oggi non ci abitano solo gli elfi e le creature fatate.

Una dopo l’altra le vittime vengono rinvenute cadaveri e la polizia sa che, prima di liberarsi di un giocattolo ormai rotto, l’assassino se ne è già procurato un altro. I segreti che quei corpi martoriati rivelano in sede di autopsia sconvolgono oltre ogni limite.

Alla fine Sauro, nonostante la fiera opposizione di Miranda Venegoni, direttrice del Labanof, dovrà scegliere se lasciare che anche l’ultima profezia si compia, oppure negarsi al suo stesso destino. Ma, come lui ama sempre ripetere, la realtà bisogna saperla guardare in faccia, quando ce l’hai davanti.


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