Strane Storie, di Gianni Biondillo

Fatti, accadimenti e aneddoti.

Ha senso pensare che tutta la nostra esistenza sia un lungo tentativo di scrivere un romanzo sulla nostra vita? Possiamo sentirci come il protagonista della nostra storia? Una sorta di romanzo di formazione che può avere molte sfumature; dal rosa al giallo, dal nero al bianco, di chi non ha proprio niente di interessante da raccontare?
I nostri cambiamenti sono “crescite”, “crisi” o “responsabilità”. Noi siamo gli stessi di sempre, ma nel cammino abbiamo avuto qualche piccola correzione che ci ha migliorati. Diamo un nome a queste ricalibrazioni: “esperienza”, “disillusione” o “illuminazione”.
Cerchiamo di essere seri: noi cambiamo, non siamo mai gli stessi e spesso siamo in balia di eventi che non possiamo controllare completamente.
La nostra non è un’esistenza lineare che si svolge secondo una trama ben definita come quella di un romanzo. Noi viviamo la nostra vita come se fosse una raccolta di racconti. Non siamo gli stessi di anni prima, abbiamo altri pensieri, altre storie, altri lavori e anche altre cellule. Ci rigeneriamo e cambiamo. Spesso eventi improvvisi ci costringono a vivere storie impreviste, tragiche, felici, noiose e non reagiamo sempre allo stesso modo. Impariamo dai nostri sbagli? Si, ma è sempre un’illusione di continuità.
Ci nascondiamo dietro a una maschera che ci soffoca, trasformiamo le nostre giornate in routine e corriamo ad alta velocità sui binari dell’abitudine. Questa è la nostra continuità che, presto o tardi, ci tirerà fuori dall’opportunità di essere diversi e liberi.
Sarà per questo motivo che mi piace leggere raccolte di racconti di uno scrittore. Vedere un autore che si frammenta nella gamma di personaggi e situazioni possibili, mi fa apprezzare sia la capacità di evadere dall’illusione dell’Io “immutabile”, sia la riscoperta di noi stessi fuori dal ruolo che recitiamo. Un artista non ha mai un’anima sola, ma ne ha tante quante ne riesce a immaginare.
Strane storie di Gianni Biondillo è una raccolta di racconti dove uno scrittore è ospite in un inquietante castello; un archeologo del futuro cerca tracce di un favoloso Expo tenutosi nel lontano 2015; il tragitto di un convoglio della metropolitana impazzito; un paio di calzini invisibili e la nuova versione dell’autostoppista fantasma. Il libro contiene diciassette opportunità di raccontare altre esistenze oltre a quella del narratore, passando attraverso i diversi generi a disposizione. Un’antologia in cui niente è come sembra e dove anche il numero diciassette ha la sua importanza.

Strane Storie, di Gianni Biondillo, Guanda Editore collana Scrittori della Fenice, 250 pagine, € 16,00. Uscita prevista per il 31 maggio

(Mirko Giacchetti)


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