Serialchillers, AA.VV.

L’apparenza non inganna sempre.
Avete mai visto qualcosa che vi ha ricordato qualcos’altro di più famoso? Una sensazione del tipo: quel gruppo ha lo stesso suono dei Nirvana, quel regista ricorda Tarantino, quello scrittore scrive “alla Palahniuk”…

Cloni e fotocopie a parte, tra le varie opere c’è sempre un po’ di DNA in comune.

Fabrizio Belardetti, un fotografo con un’idea, ha mostrato 25 foto che ritraevano altrettanti volti a metà e ha creato un concorso sul web. Chiedeva la collaborazione a scrittori esordienti per scrivere le storie di questi uomini. Il concorso si intitolava “Serialchillers”. No, non è un errore. Il titolo ricorda i serial killers e i venticinque volti selezionati sembrano quelli di pericolosi psicopatici; in realtà non sono altro che venticinque incensurati che hanno prestato il volto alle fantasie altrui.
Maglio editore ha raccolto i migliori racconti del concorso e ha pubblicato il libro Serialchillers, un titolo che ricorda altro ma che riscrive una realtà innocente sotto la luce del lato oscuro dell’anima.
Ancora una volta dal web una semplice idea misura la salute della scrittura; lontano dai nomi importanti, si muove una nuova stirpe di scrittori.
Apre l’antologia il racconto La tragica fine di un uomo improbabile. O quasi di Loriano Macchiavelli.
In una realtà italiana si è ripetuta l’esperienza de La macchina della morte.

Serialchillers di A.V. Maglio editore 194 pagine € 18,50

(Mirko Giacchetti)

 


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