Notte sanguinaria, di Allan Guthrie

Manca davvero poco.
Nel testo di E lei venne, una canzone del Teatro degli Orrori, Pierpaolo Capovilla recita una strofa particolare: “Oh non siamo tutti chi un po’ di più o chi un po’ di meno siamo tutti tutti tutti completamente pazzi.”
Tranquilli, non allarmatevi: da molto tempo abbiamo la residenza sul bordo esterno della follia. A noi matti manca meno di una goccia o una sola lacrima in più per esplodere e liberare lo psicopatico che gioca a nascondino nei nostri pensieri. Nella nostra società il cervello tende a incepparsi con frequenza. Un niente scatena l’impulso omicida e le sinapsi trascurate collassano; la rabbia antisociale con un colpo di spugna cancella l’empatia; l’emozione libera da zavorre si converte in sangue versato, dipartite violente e piombo sonante. Una moneta che compra morte, incassa stragi e moltiplica i funerali.
Se l’incubo psicopatia è una porzione singola composta da un solo uomo, allora avrà una data di scadenza ravvicinata, ma cosa succede se la confezione è formato famiglia?
Nel romanzo Notte sanguinaria di Allan Guthrie le famiglie psicopatiche sono due e nell’incedere di una vendetta incrociata travolgono ogni cosa che incontrano.
La resa dei conti tra i Savage e i Park si svolge al cimitero. Ai due angoli opposti troviamo un maniaco con indosso una maschera da sci e una katana che si oppone a una gracile vecchietta bisognosa di cure e assistenza medica.
Il lettore trascinato nell’iniziale bagno di sangue seguirà le orme di una storia folle cesellata a regola d’arte; numerosi colpi di scena alimentano la trama che si svolge nei flashback di una vendetta “a ritroso”. Il romanzo così veloce e tagliente è condito da una forte dose di black humor.

Notte sanguinaria, di Allan Guthrie. Revolver. 288 pagine. 13,00 €. Uscita prevista per la fine di marzo.

(Mirko Giacchetti)


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