Non si può morire la notte di Natale, di Enrico Ruggeri

Indagine mentale.
Avete le palle più grosse di tutto il vicinato appese all’albero di Natale? Un attimo, a cosa stavate pensando? Ah, voi siete più per il presepe, quindi non sapete dove appendere le palle… giusto! Il Natale si avvicina e la festa si allontana; se avete vissuto sempre e solo dei felici natali, allora non potrete capire chi odia le feste. Persone che hanno dovuto subire quegli interminabili pranzi con i parenti, in cui si mangiano 24 antipasti, 4 primi, 3 secondi, frutta secca in quantitativi adatti a un elefante, 2 dolci più panettone o pandoro, caffè, acqua e vino della casa per aspettare di ricevere lo stesso paio di guanti da quel parente che inizia ad interessarsi a voi chiedendovi: “ma quando ti sposi, ti laurei e ti trovi un lavoro?”.
Sono momenti come questi che vi fanno sperare nell’esistenza di una bilancia bugiarda e benevola e che Babbo Natale esista e sia un pericoloso folle psicopatico con l’impulso di decimarvi la famiglia. Spesso però la vita non va come vorremmo e potreste essere voi quello che muore a Natale per la felicità di tutta la famiglia riunita per festeggiare l’occasione.
Enrico Ruggeri con Non si può morire il giorno di Natale torna in libreria e lo fa con un noir natalizio. Giorgio Sala, un attore ammirato, ricco e invidiato da molti, sarà la vittima in una festa con delitto. La situazione famigliare di Giorgio non è cosi felice come molti possono credere, poiché i suoi congiunti sono una ex-moglie agguerrita, due figli distanti e rancorosi e lui discende da una madre passivo-aggressiva e un padre anaffettivo. A rendere ancora più complicata la situazione c’è il suo carattere forgiatosi sulla disillusione e sempre pronto al cinismo estremo. Questa famiglia si riunirà per festeggiare un 25 dicembre che non sarà un felice Natale, ma un’altra occasione in cui ognuno reciterà il suo ruolo.
Il romanzo inizia con l’attore riverso sul tavolo e un proiettile nel cranio. In sospeso nel limbo del coma, Giorgio Sala cercherà di scoprire chi sia il suo “quasi” assassino. Anche se i fatti sembrano portarlo a credere che abbia tentato il suicidio, sa per certo che non è così. Il colpevole era presente alla festa; è uno dei suoi famigliari, l’amorevole carnefice che lo assiste durante la degenza tra la vita e la morte mentre Giorgio conduce la sua indagine mentale…

Non si può morire durante la notte di Natale, Editore Baldini Castoldi, pagine 159, € 13,90. In libreria.

(Mirko Giacchetti)


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