Morte in agguato, di Edith Ngaio Marsh

Pubblicato per la prima volta nel 1941, questo giallo di inappuntabile matrice classica viene finalmente tradotto anche in Italia ed edito da Elliot Edizioni nella collana Raggi gialli.
Un ricco possidente, frustrato nel desiderio di riuscire come drammaturgo, decide di realizzare il suo ambizioso sogno sostituendo carta e penna con personaggi in carne e ossa. Nel dramma che ha deciso di inscenare, egli si limiterà a scegliere gli interpreti e a offrire la sua lussuosa dimora di campagna come palcoscenico sul quale gli ospiti stessi condurranno l’azione, che potrà concludersi con una rappacificazione come con un inasprimento del livore e dell’animosità. I potenziali attori sono alcuni suoi conoscenti, legati l’uno all’altro da rancori e rivalità, una miscela incendiaria pericolosissima che, infatti, sfocerà in un omicidio. Ma la casa è isolata per il cattivo tempo, le linee telefoniche sono interrotte, nessuno può allontanarsi fino a che una pioggia provvidenziale scioglie parzialmente la neve e permette di mettersi in contatto con l’ispettore capo della Omicidi Roderick Alleyn, il quale svolge le indagini secondo lo schema più classico del poliziesco inglese, con un colpo di scena finale nel salotto della villa dove gli ospiti superstiti e il padrone di casa vengono convocati per ricostruire la dinamica del delitto.

Edith Ngaio Marsh (1895-1982) è stata una scrittrice e regista teatrale neozelandese, autrice di libri gialli molto popolari nel mondo anglosassone.
Fece parte del famoso quartetto denominato le “Queens of Crime” insieme ad Agatha Christie, Dorothy L. Sayers e Margery Allingham. Nel 1966 è stata insignita della medaglia di Dame Commander of the British Empire e nel 1978 è stata premiata dalla Mystery Writers of America.
La Fondazione Dame Ngaio Marsh Trust ha creato il “Best Crime Novel Award” a lei intitolato.
Della stessa autrice, Elliot Edizioni ha già pubblicato nel 2010 il romanzo Delitto a teatro.
Fonte: Elliott Edizioni


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