L’inverno della paura, di Dan Simmons

Si stava meglio, quando si stava meglio.

Quando tutto va male, alcuni sono tentati di rifugiarsi nei ricordi, quando ancora era tutto bello, buono e anche ipocalorico. Per anni ho adottato questa tecnica, ma a ogni ritorno al presente mi rendevo conto che nulla era cambiato, ma avevo giusto una dose di malinconia in più. Con il tempo ho capito che questa tecnica di fuga era, a dir poco, fallimentare. Complice di questa presa di coscienza è stata la lettura dell’Odissea, precisamente la discesa nell’Ade. Per interrogare le anime dei morti Ulisse sgozza un montone, affinché gli spiriti si nutrano del sangue e possano interagire con lui. Ecco, i nostri ricordi, per quanto belli possano essere, sono gli spiriti di un tempo passato, qualcosa che dobbiamo nutrire con il nostro sangue per farli rivivere. Ne vale la pena? Non credo. Anziché mantenere in vita un tempo che fu, non è forse meglio fare qualcosa per migliorare il presente?
Meglio lasciare andare il passato e, se è il caso, spendere il proprio sangue per il presente.
L’inverno della paura è un romanzo di Dan Simmons edito da Gargoyle Books, collana Pocket. L’autore ci propone la storia di un uomo che sfugge al presente, per rifugiarsi nel passato.
Dale Stewart è uno scrittore sull’orlo del suicidio; alcuni eventi recenti gli hanno tolto la voglia di vivere. Per non soccombere al presente, decide di trasferirsi nella fattoria dei McBride, lo stesso luogo in cui Duane, un amico di infanzia, era morto in circostanze misteriose quando aveva appena undici anni. Dale è convinto che quel luogo sia il posto adatto per ritrovare la forza necessaria per scrivere il suo nuovo romanzo e raccontare quell’estate di quarant’anni prima in cui il suo amico morì. Molto presto lo scrittore si troverà al centro di situazioni molto strane, in cui dovrà difendersi da spettrali cani minacciosi, punk neo-nazisti e decifrare dei messaggi criptici sul suo computer.

L’inverno della paura, di Dan Simmons, Gargoyle Pocket editore, 361 pagine, € 9,90. In libreria.

(Mirko Giacchetti)


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