Il viaggiatore, di Zoran Drvenkar

Avete caldo?

Non riuscite nemmeno a respirare a causa delle simpatiche temperature figlie sadiche di anticicloni con nomi rassicuranti come Nerone, Caronte e Lucifero? Vi sentite come del burro in una padella sopra il fuoco, dentro una sauna costruita nel punto più caldo dell’inferno? Provate a pensare, ma sentite che anche ogni vostro pensiero sta sudando? A causa dei continui rimproveri vorreste torturare il vostro capoufficio, vestendolo con un maglione in puro cachemire, pantaloni in lana, piumino imbottito, sciarpa, berretto, guanti, per poi chiuderlo in una macchina, parcheggiata al sole, con il riscaldamento acceso al massimo, obbligandolo a bere un litro di vin brulè appena fatto?
Stop. Fermiamoci qua, il caldo rende aggressivi. Allora?

Spostiamo i nostri pensieri verso l’inverno, immaginiamoci di essere alla guida della nostra automobile su di un’autostrada. Siamo sulla A4 nel tratto tra Bad Hersfeld e Eisenbach in Germania. Una tempesta di neve paralizza il traffico, è notte e le automobili sono ferme. Bene, ora potete immaginare che un uomo scenda dalla sua autovettura e, in appena due ore, con il favore del buio, uccida i passeggieri di 17 veicoli.

Questo è lo scenario in cui si svolge Il Viaggiatore, il nuovo romanzo di Zoran Drvenkar (l’autore di Sorry). Una storia raccontata in seconda persona, un “tu” che dialoga costantemente con il lettore e i punti di vista adottati sono quanti le vittime presenti su quell’asfalto ghiacciato. Una scelta che porterà il lettore sul luogo del delitto e lo obbligherà a sentire l’ultimo respiro di ogni singola vittima.

Il viaggiatore di Zoran Drvenkar, Fazi Editore, 480 pagine, € 18,00. Uscita prevista per ottobre.

(Mirko Giacchetti)


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