Il fiume perduto, di Michael Koryta

Non vedo differenza.

Rimorsi o rimpianti? Una volta mi domandarono di quale dei due avrei preferito portare il peso. Non riuscii a dare una risposta, perché non vedevo la differenza tra i due termini. Ho chiesto in giro e mi hanno spiegato il significato delle due parole: il rimorso è quando hai fatto qualcosa di troppo che non avresti dovuto fare, il rimpianto, invece, scatta quando non hai fatto qualcosa che avresti dovuto. La differenza tra fare e non fare mi è chiara. In questo contesto una distinzione simile mi è sempre parsa un’inezia; ciò che conta non è cosa hai o non hai fatto, ma che non sei stato te stesso. Hai avuto una possibilità e ti sei perso. Accecato dall’illusione del sicuro successo o per paura delle conseguenze, hai fatto la tua scelta e, subito dopo, inizia il percorso del: “Se lo avessi saputo, allora avrei…”. Pensatela come volete ma, in entrambi i casi, il risultato è identico. Per rimediare servirebbe “solo” una macchina del tempo!
Ora ho solo il rimorso di non avere risposto con una parolaccia a chi mi ha posto la domanda, ma posso sempre agire e, tra non molto, potrei avere un rimpianto. A volte, qualunque cosa si faccia, non è mai la cosa giusta da fare.
Il fiume perduto è il nuovo libro di Michael Koryta (già noto in Italia per il titolo L’ultima notte di Wayne).
La sfortuna si accanisce contro l’esistenza di Eric Shave; dopo l’abbandono della moglie e la rinuncia ai sogni di successo a Hollywood, gira filmini celebrativi/commemorativi per eventi come matrimoni, lauree, battesimi e funerali. Proprio per quest’ultimo genere di lavoro viene assunto da Alyssa. Secondo la donna Eric ha “il potere di riportare in vita ciò che non esiste più”; con il suo video ha il compito di celebrare la vita di Bradford Campbell, il suocero novantenne di Alyssa. Eric dovrà indagare nel passato dell’uomo e ripercorrere la sua fortuna negli affari. L’unico indizio da cui partire è una bottiglia di “Pluto Water”, l’acqua della salute, che è in grado di rimanere sempre ghiacciata ed emettere una strana luminescenza. Un drink di questa bevanda catapulterà Eric in un incubo. Sospeso tra il rimorso per avere accettato il lavoro e il rimpianto per non aver ignorato gli indizi che lo  conducono verso un’amara e fatale verità. Quale segreto nasconde il fiume sommerso da cui proviene la Pluto Water?

Il fiume perduto di Michael Koryta, Giano Collana Nerogiano, 475 pagine, € 18,50.

(Mirko Giacchetti)


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