Exit

Exit di Olen Steinahuer (Giano)
«La ragazzina ha quindici anni. Si chiama Adriana Stanescu… Uccidila e sbarazzati del corpo». A ricevere l’agghiacciante incarico, in un hotel di Berlino, è un uomo segnato dal passato, angosciato dal presente e alla ricerca di una via d’uscita per il futuro. La vita di Milo Weaver, infatti, è un’intricata ragnatela in cui quasi tutto è segreto: il suo lavoro, il suo vero nome, la sua famiglia, le sue origini. Americano con un’infanzia trascorsa per buona parte in Russia, Weaver è un «turista», che nel gergo della segretissima sezione della CIA per la quale lavora indica un agente privo «di un’identità fissa, di una casa, di principi morali», inviato da un luogo all’altro della terra per gli scopi piú inconfessabili e le Black Ops, le operazioni coperte in cui è in gioco davvero il potere.
 Il rapporto di Weaver con l’Agenzia è stato messo a repentaglio un anno prima da una missione in Sudan che lo ha visto coinvolto nell’omicidio di un carismatico mullah e nella morte del suo diretto superiore e mentore, il responsabile della «sezione turismo». Ma a distanza di un anno da quei terribili eventi, la sezione lo richiama in servizio con il laconico messaggio che sembra fatto apposta per provocare angosciosi dilemmi nell’unico agente ad avere una figlia. Perché uccidere una ragazzina la cui unica colpa sembra quella di essere figlia di immigrati moldavi alla ricerca di stabilità economica e integrazione sociale nella ricca Germania? Il nuovo capo della sezione turismo, l’imperscrutabile Alan Drummond, vuole forse in questo modo valutare la freddezza e la dedizione al lavoro del suo controverso agente? O nel passato di Adriana si nasconde qualcosa di indicibile, che ha segnato per sempre il suo destino?
A complicare la vicenda, e a trasformarla in una cruenta battaglia in giro per l’Europa, ci si mettono pure un’auto con due tedeschi a bordo che segue Weaver senza troppo nascondersi, la scomparsa a Budapest di un giornalista esperto in cospirazioni internazionali e la sconvolgente notizia che la «sezione turismo» è in pericolo per la presenza di una talpa. Per Weaver, un uomo che «nonostante l’addestramento ricevuto dall’Agenzia, possiede ancora un universo morale», tutte le incertezze erompono con violenza e lo mettono con le spalle al muro, facendolo sentire nuovamente derubato della propria coscienza da trame oscure e imperscrutabili.

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