Cose che il buio mi dice, di Carolyn Jess-Cooke

Amici immaginari.

Per molto tempo ho avuto un amico immaginario. Mi ascoltava sempre, mi seguiva ovunque e serviva a darmi forza quando più ne avevo bisogno. Sapendo che avrei potuto condividere il peso della solitudine, non mi spaventava affrontare lunghe ore vuote. Non ero ancora “strano”, devo esserlo diventato quando l’amico immaginario ha iniziato a parlarmi. Sussurrava strane parole e mi dava pessimi consigli. Mi diceva cose del tipo: “fai il bravo; fai i compiti; comportati bene”. Non ho mai dato retta a quell’essere e, poco dopo, si deve essere stufato di parlare da solo ed è scomparso nel nulla.
Senza i suoi buoni consigli sono diventato quello che sono e, circa un anno fa, sono approdato su Nero Cafè: un posto pieno di scrittori cattivi che attendono la loro preda nel buio! Un postaccio di quelli brutti, ma almeno qui non c’è nessuno che mi dice di fare i compiti e di comportarmi bene!
Cose che il buio mi dice è la storia di Alex, un bambino di dieci anni, e del suo particolare amico Ruen. L’amico immaginario è un demone di 9000 anni che gli parla dal buio e cerca di aiutarlo a salvare la madre, una donna che è sprofondata nella depressione e tenta sempre il suicidio. All’ennesimo tentativo di suicidio materno, Alex viene affidato alle cure della psichiatra Anya. Il compito della dottoressa è quello di curare il bambino, facendogli capire che non esiste nessun Ruen. La terapia però è messa in pericolo perché Alex deve resistere alla richiesta di Ruen: questa volta il demone del buio gli ha ordinato di uccidere.
Carolyn Jess-Cooke esplora le dimensioni della psiche umana in un libro ai confini del buio.

Cose che il buio mi dice di Carolyn Jess-Coke, Longanesi Editore collana La Gaja Scienza, 408 pagine, € 17,60. Uscita prevista per il 24 maggio.

(Mirko Giacchetti)


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