Una sola sciagurata mossa, di Marco Dolcinelli

Non si sa mai da dove possa arrivare il pericolo, chi sono gli amici e chi i nemici. Spesso, tutto è esattamente l’opposto di quello che ci si aspetta.

Alberto è un ragazzo ordinario. Ventiquattro anni, studente, una famiglia come tante, una ragazza un po’ possessiva e rompiscatole, come tante. Vive in Veneto, tra bar, rare uscite con gli amici, e una passione per il calcio estero. Tutto scorreva liscio, finchè, con una sola, sciagurata mossa, dettata da comprensibile maschile debolezza, la sua vita viene sconvolta. Senza sapere perché, il ragazzo inizia a subire preoccupanti minacce. La criminalità organizzata lo bracca, lo spaventa, gli giura vendetta definitiva. Alberto è costretto alla fuga precipitosa, ma quando la fine sembra ormai prossima e inevitabile, in suo soccorso arriva un agente di una strana organizzazione segreta. Gli viene offerta protezione, in cambio però di qualcosa di enorme, di inaspettato, di terribile. Alberto dovrà uccidere, per non essere ucciso. La scelta è atroce, la scelta è obbligata. Mors tua, vita mea. Ma il ragazzo non è un assassino professionista. Il ragazzo, nonostante l’addestramento intensivo che riceve prima di iniziare la missione, non è impermeabile ai sentimenti. Ha un cuore, ha un’anima, ha una coscienza. E ha comuni, umane, debolezze. Che forse lo porteranno alla fine. O, forse, lo salveranno.

Quando mi son trovato davanti Una sola, sciagurata mossa, un tomo da 997 pagine, sono rimasto interdetto. Per tener desta la mia attenzione, per catturarmi, ci sarebbe voluto qualcosa di molto accattivante. Da questo punto di vista, missione perfettamente compiuta! Il testo ha ritmo, è scritto in modo estremamente efficace, scorre liscio. La narrazione non ha momenti di pausa, si va avanti con la lettura senza fatica. La prosa non è certamente raffinata, ma Marco Dolcinelli ha in se il talento della chiarezza espressiva. Il punto di vista, che è quello del protagonista in tempo reale, con periodici flashback che vanno a completare pian piano il quadro situazionale, è perfettamente azzeccato per donare pathos all’insieme. Nonostante qualche piccola stonatura di collocazione temporale e ambientale.

La trama è certamente più da action in stile americano che da noir. Inseguimenti in auto, sparatorie, scazzottate, con immancabili condimenti sessuali e sentimentali, ne fanno un po’ un archetipo. C’è l’eroe, improbabile e tenero, che si trasforma in invincibile combattente e in irresistibile seduttore, i suoi alleati, la bellissima di turno, gli antagonisti. Tutti delineati con tratti molto marcati, quasi scontati nella loro tipicità. E diventa quasi stucchevole vedere Alberto cavarsela in combattimento contro i più smaliziati professionisti. E diventa melenso osservarlo nelle sue infallibili conquiste. L’insieme è però salvato dalla costante e sottile ironia presente che, oltre a indurre sinceri e spontanei sorrisi lungo tutto il percorso, rendendolo più interessante, dona al libro un’aria scanzonata, un non prendersi troppo sul serio che lo riporta a un livello corretto.

Leggibile, nonostante la lunghezza e la poca originalità, può essere un piacevole svago per lettori disimpegnati e con molto tempo da occupare.

Due coltelli e mezzo.

(Giovanni Cattaneo)

terzo occhiop due coltelli e mezzo


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