Recensione: Scream 4

Scream 4 di Wes Craven

Ci risiamo, la trappola dei sequel continua. In questo caso, come recita lo slogan del film, le regole sono cambiate. Uno slogan, appunto, che si diverte a prendere in giro i film horror e la loro prevedibilità. Quello che stupisce è come, in realtà, lo stesso Scream 4 risulti del tutto prevedibile. Alla fine non è che un remake dello Scream originale, con opportuni accorgimenti per mascherarlo ma, si sa, un fan dell’horror è difficile da ingannare.

Peccato perché, fino a dieci minuti dalla fine, si intravedeva uno spiraglio, la possibilità di uscire totalmente fuori dagli schemi, con un finale a sorpresa non nel contenuto ma nel suo sviluppo più estremo. Ma potevano Wes Craven e tutta la produzione permettersi di fermare qui una delle serie più gettonate degli ultimi anni? Potevano permettersi di rinunciare agli incassi di altri futuri sequel? Evidentemente no.Eppure eravamo vicini. Uccidere Sidney Prescott e darla bere a Linus e a Gale. Fregare tutti quanti. L’assassino, in questo caso, era vicino a farla franca.

Purtroppo, però, come dice la mia collega Laura Platamone di Nero Cafè, Scream 4 è un horror per famiglie e come tale va inquadrato. Un simile coupe de théâtre non è ammissibile in questo tipo di film. Lo sarebbe altrove, in altro contesto, verso un altro target. Per quanto concerne gli attori, l’unico in piena forma sembra essere David Arquette nei panni del promosso sceriffo Linus. Al contrario, sia Neve Campbell nel ruolo di Sidney Prescott, sia Courtney Cox in quello di Gale Weathers, sembrano soffrire il richiamo dell’età. Come i loro stessi personaggi sono palesemente superati, così pure le due attrici non paiono esprimersi al meglio, ricalcando battute ed espressioni che sanno di già visto e sentito.Una menzione speciale invece per le giovani Emma Roberts (Jill) e Hayden Panettiere (Kirby), che reggono bene il confronto con i “vecchi”.

Insomma, per chiudere Scream 4 è perfettamente in linea con i primi tre capitoli della saga. Se ne siete fan e non vi aspettate niente di veramente” nuovo, non perdetevelo. Se desideravate un colpo di scena (uno c’è in realtà, ma il Terzo Occhio è clinico ormai, riesce a prevedere tutto), o un cambiamento radicale, potreste rimanere delusi.

(Nero Cafè – Daniele Picciuti)


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