Recensione: Devil Red

“Devil Red” di Joe R. Lansdale (Fanucci)

Incipit:

A bordo della macchina di Leonard, lungo il marciapiede e sotto un lampione fracassato, stavamo guardando una casa a circa un isolato di distanza. La strada era buia, la casa era buia e la casa vicina era altrettanto buia, mentre alle spalle di tutta quella roba c’era un campo da baseball abbandonato, con l’erba alta e bruciata dal sole estivo, ormai secca da un pio di mesi ma ancora intatta, i festoni ricurvi come lame di spada piegate all’estremità.

Un vento autunnale e pungente spingeva tutt’attorno le foglie secche, e l’aria fresca entrava con effetto piacevole dai finestrini abbassati. Anche dietro il campo da baseball c’era un gran buio.

Tutta quella zona non era certo il luogo più indicato per il cazzeggio. Si rischiava di farsi ritrovare al mattino dentro un fosso con la gola tagliata, le tasche vuote e tracce di sperma – o, al limite, qualcosa di appuntito – dritte su per il culo. Il tipico posto in cui anche i topi sono di proprietà delle gang.

Fatto sta che eravamo lì. Vittime sacrificali del destino.

«Mi sembra d’essere uno spaccagambe a noleggio» dissi.

«Perché, cos’altro sei?» rispose Leonard.

«Che situazione del cazzo.»

«Ha menato una vecchia, Hap. L’ha ripulita ben bene. Sarà anche una situazione del cazzo, ma di quelle con tanto di cappello e cravatta.»

«Cappello e cravatta?»

Recensione

Joe R. Lansdale torna con i suoi cavalli di battaglia Hap & Leonard, una strampalata coppia di detective poco conformi alle regole in grado di trasformare ogni indagine in un parco divertimenti per il lettore. Lo stile vivace e scanzonato è – per dirla alla Lansdale – come una colata di burro fuso tra le pagine. Ci si lascia trasportare, ammaliati e divertiti, dalle azioni violente e esasperate di questa coppia di scavezzacollo, personaggi sempre un po’ sopra le righe e mai scontati.

Hap Collins è l’io narrante, l’anima in pena, che si pone domande su cosa è giusto e cosa no, trascinato dalle proprie emozioni che, man mano che la vicenda si snoda, lo costringono a riemergere dal torbido delle sue paure e frustrazioni, per riportarlo a galla e spingerlo a combattere.

Leonard Pine è il suo amico, socio e fratello, un istrionico gay di colore arrogante e provocatore, che sembra ogni volta aspirare alla rissa o – nel migliore dei casi – a una sana sparatoria.

Dopo aver saldato i conti con due loschi individui rei di aver rapinato un’anziana signora – e averli, per questo, pestati a sangue – vengono incaricati dal loro capo, Marvin Hanson, di indagare sulla morte di due ragazzi. Investigando, viene fuori che esistono altri delitti simili a quello, tutti marchiati da una testa di diavolo rossa, inequivocabile firma di un serial killer. Red Devil, appunto.

Mentre Hap è preso tra le faccende personali – un’inquitudine interiore che gli causa un inusuale tormento esistenziale e i problemi della compagna Brett con una figlia drogata di facili costumi – Leonard dà sfoggio di tutta la sua irriverente comicità, sia pur involontaria, indossando un deerstalker, cappello in stile Sherlock Holmes che dovrebbe, a suo dire, aiutarlo a calarsi meglio nelle indagini. Ma c’è una parte di Leonard tenuta nascosta, quella ferita, reduce dalla separazione dall’amato John, la cui conseguenza è un disperato attaccamento al lavoro e all’amico Hap.

Tra mazze da baseball frullanti, interrogatori grotteschi e siparietti familiari, i due detectives si ritrovano dapprima sulle tracce di una setta di presunti vampiri, poi su quella di un vecchio moribondo costretto a immobilità nel suo letto, infine su Cletus Jimson, una loro vecchia conoscenza, con cui hanno più che un conto in sospeso.

Così riaffiora la vecchia storia di Vanilla Ride, la bellissima assassina che per poco non pose fine alla vita di Hap & Leonard, rivelandosi invece inaspettata alleata contro lo stesso Jimson, mandante degli omicidi. In ricordo dei vecchi tempi, Hap & Leonard finiscono per incrociare la strada di entrambi, con le logiche conseguenze.

Ma Devil Red è sempre in agguato e i due amici scopriranno tardi quanto letale possa essere.La resa dei conti finale è un autentico action movie che strappa le pagine dagli occhi del lettore fino all’ultimo rigo.

Devil Red è come un cocktail ben riuscito in cui thriller, comicità e noir sono shakerati per ottenere una bevanda perfetta, gustosa e fresca, dissetante al punto giusto. Assegniamo tre coltelli.  

(Nero Cafè – Daniele Picciuti)


This entry was posted in Il Terzo Occhio - Recensioni. Bookmark the permalink.

Comments are closed.