L’ultimo Khama, di Stefano Andrea Noventa

khamaÈ Davvero molto difficile recensire questo libro. Cominciamo col dire che Stefano Andrea Noventa non è nuovo a storie così elaborate e scientificamente profonde. Spesso, nei suoi racconti, si delineano le sue conoscenze in campo scientifico. In questo caso, direi, fanta–scientifico. Anche solo per aver immaginato il mondo de L’ultimo Khama, la sua mente brillante meriterebbe una lode. L’impatto visivo è notevole, le descrizioni sono particolareggiate e, se da una parte rendono alla perfezione l’idea di questo strano e meraviglioso mondo, allo stesso tempo chiariscono quanto sia difficile abitarlo, conoscerlo, amarlo.
Un mondo in continuo mutamento, governato da Dèi che sono allo stesso tempo Macchine. Un connubio tra magia e biotecnologia che non ci si aspetta. Personaggi cardine dell’intero universo così creato si affrontano in una guerra per la sopravvivenza stessa del Creato.
Si avverte la grandiosità della storia in ogni riga del romanzo, se ne assapora l’importanza. Stefano sembra consapevole della difficoltà che il lettore potrebbe trovare nel seguire il dipanarsi della vicenda ed è per questo, forse, che a volte reitera lo stato dei fatti, come a volersi accertare che i nodi cruciali non passino inosservati.
Il cielo frattale avvolge ogni cosa e il patto che lega gli uomini a un antico popolo di esseri superiori rischia di venire meno col passare del tempo. Sta a Belaren e a sua sorella Mya adempiere al proprio destino per dare una possibilità di salvezza al loro mondo. Fra tradimenti e segreti insvelati, le due sorelle scopriranno che l’eterno dualismo vita–morte è alla base di ogni risposta che stanno cercando, ma non sarà semplice capire il perché di molte cose. Forse, a voler trovare un neo nella complessa rete ideata dall’autore, c’è la mancanza di una quotidianità della vita in quel mondo misterioso, si viene infatti immediatamente calati nella vicenda quando l’equilibrio è già prossimo al collasso ma, d’altra parte, credo che l’intenzione fosse proprio quella dimettere in scena un romanzo a respiro eroico a tutto tondo.
Suggestive e indimenticabili le scene in cui il biometallo divora la vita, diffondendosi come un virus in una delle due città cardine degli umani.
Nel complesso, L’ultimo Khama (Plesio Editore) è spettacolo puro, ma occorre avere la mente pronta ad affrontare una lettura non facile. E, soprattutto, preparatevi a un viaggio diverso, come non ne avete mai fatti.

Tre coltelli.

(Daniele Picciuti)

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