Friend Request: facebook uccide?

34014-friendrequest-posteritaNell’era dei social network , il regista e co–sceneggiatore Simon Verhoeven mette in scena un film dalla storia tutto sommato già vista e sentita – una vendetta demoniaca che viaggia attraverso lo schermo – ma dalle buone atmosfere.
Protagonista della storia è Laura (Alycia Debnam–Carey), una studentessa molto popolare tra i ragazzi del college che, un giorno, fa l’errore di accettare la richiesta di amicizia su Facebook di una compagna di corso quanto mai strana, Ma Rina. Laura è mossa da un senso di compassione più che da vera amicizia, visto che la disgraziata ha zero amici sul social, ma quando Ma Rina comincia a tormentarla con messaggi e fotomontaggi inquietanti, Laura fa marcia indietro e, in occasione del suo compleanno, con una scusa non la invita. Quella stessa notte, la strana ragazza si toglie la vita, impiccandosi e dandosi fuoco davanti allo schermo. Questo evento, già di per sé traumatizzante per Laura, il cui senso di colpa non tarda a farsi sentire, dà il via a una serie di tragici eventi che si abbattono come una maledizione su tutti i suoi amici.

Guarda il trailer del film

Segue spoiler.

Il sacrificio di Ma Rina è in realtà parte del rituale dello Specchio Nero, attraverso il quale il suo spirito entra in una dimensione eterea, assumendo sembianze demoniache con cui “possedere” le sue vittime fino a spingerle a uccidersi. Gli amici di Laura che si ritrovano a fissare la propria immagine nello schermo nero dei loro computer, cadono così vittime della possessione. A uno a uno muoiono in modi sempre più efferati e i video delle loro morti compaiono sul profilo di Laura senza che lei possa rimuoverli o cancellarsi da Facebook. Così, mentre gli altri utenti la rimuovono dai contatti, perde rapidamente popolarità, realizzando il piano di Ma Rina, che desidera avere tutta per sé la sua amicizia.
Nel complesso la pellicola ha un buon ritmo, Alycia Debnam–Carey (già vista nelle serie The 100 e Fear The Walking Dead) riesce a suscitare nello spettatore la giusta empatia, reggendo da sola un film un po’ troppo prevedibile.
Tre coltelli.

(Daniele Picciuti)

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