1921 – Il mistero di Rookford, di Nick Murphy

Il cinema horror di ambientazione storica, come questo nell’Inghilterra degli anni ’20, ha sempre un certo fascino. La mente rimanda immediatamente alla letteratura gotica, come il classico Giro di vite di Henry James, mentre da un punto di vista cinematografico viene subito da pensare al bellissimo The Others. Precedenti notevoli, su entrambi i fronti, che richiedono quindi un impegno per certi versi maggiore, dovendo soddisfare delle attese presso un pubblico che – pure se di nicchia, o forse proprio per questo – è sempre molto esigente.

1921 – Il mistero di Rookford non disattende le aspettative. Le atmosfere sono cupe, i personaggi che si muovono in questa vicenda appaiono ben pennellati, ognuno con un proprio tormento interiore, e scheletri negli armadi che emergono a poco a poco, fino all’avvincente finale.

La protagonista, Rebecca Hall (The prestige, Vicky Cristina Barcelona, Dorian Gray, The town), dimostra di saper reggere sulle propre spalle un ingranaggio narrativo incentrato quasi esclusivamente su di lei. La sua lotta contro i fenomeni paranormali intesi come ciarlataneria, la sua tenacia dettata da un passato tragico che ha dimenticato ma che a poco a poco riemerge, fino a condizionarne azioni ed emozioni, la rendono quanto mai umana, un essere fragile che ha fatto del proprio personaggio (quello della scrittrice) una corazza dietro cui proteggersi.

Rebecca Hall piace e convince. E la storia funziona, pur non aggiungendo nulla di veramente nuovo al panorama horror. Ma in tempi bui come questi, in cui l’originalità è appannaggio di pochi e la qualità anche, 1921 – Il mistero di Rookford è una pellicola che merita i tre coltelli che Il Terzo Occhio gli assegna in questa sede.

(Daniele Picciuti)


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