Il teatro sulla camorra nella Biblioteca Digitale dell’Università di Napoli “Federico II”

Putiferio (di Raffaele Viviani) - foto di scena

La Biblioteca Digitale sulla Camorra, coordinata dal Prof. Pasquale Sabbatino, è un progetto di ampio respiro che vuole  indagare storicamente e criticamente la camorra dall’Ottocento e dalla Bella Società Riformata ad oggi. Analizza il fenomeno della criminalità organizzata sotto vari punti di vista e con approccio interdisciplinare: va dall’indagine sociologica, all’analisi del gergo utilizzato dai camorristi, sino alle rappresentazioni a teatro, nella letteratura, nella musica e al cinema.

Proprio il teatro “sulla” camorra rappresenta uno dei punti forti della Biblioteca Digitale. Nella sezione “Biblioteca” (la prima che si incontra nel percorso di approfondimento del sito), si ha infatti la digitalizzazione di testi teatrali dall’Ottocento sino ai giorni nostri. Hanno per tema centrale le rappresentazioni della camorra, dal “guappo” allo “scugnizzo” sino al camorrista odierno.

Ai testi scaricabili in .pdf, si accompagnano schede analitiche sui singoli testi e bio-bibliografiche sugli autori.

Molti sono i letterati che è possibile ritrovare e leggere. Abbiamo il Roberto Bracco di Don Pietro Caurso, il Salvatore Di Giacomo di A San Francisco e Abbascio Puorto, o ancora Guappo pe fforza di Achille Torelli e A chiar ‘e luna di Vincenzo Scarpetta, solo per fare alcuni dei nomi più celebri tra Ottocento e Novecento, cui si aggiungono autori oggi meno noti quali Eduardo Minichini, Francesco Gabriello Starace, Salvatore Luciano o addirittura dimenticati come Gaetano Campanile.

Non solo autori di fine Ottocento è possibile leggere, ma anche drammaturghi novecenteschi e contemporanei quali Peppe Lanzetta, Fortunato Calvino e Arnolfo Petri, passando per Raffaele Viviani, di cui si propongono Putiferio e Guappo ’e cartone, e Giuseppe Patroni Griffi con Cammurriata. Canti di malavita.

Il teatro sulla camorra è anche quello indagato nella sezione “Letteratura e drammaturgia”, dove ai saggi critici su drammaturghi come De Filippo o Mastriani si affiancano anche lavori su autori di narrativa sulla camorra, quali Compagnone, Marrazzo e Roberto Saviano.

Una Biblioteca Digitale, quindi, che è scrigno per riscoprire grandi opere teatrali sulla camorra e, soprattutto, per indagare criticamente il fenomeno, combattendolo con la cultura.

Visita la Biblioteca Digitale sulla Camorra

 (Armando Rotondi)


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